Candidato a dieci Oscar, il film di Brady Corbet arriva vicinissimo a essere il più importante e provocatorio di questi anni. Ma all'ultimo momento si tira indietro e quel che resta è un'opera ambiziosa ma incompleta.
Nel mondo dell’arte ci si chiede perché le opere di Adrien Brody vengano esposte nonostante siano veramente brutte
Piacciono solo ai galleristi, a quanto pare. E a un collezionista che ne ha acquistata una per quasi mezzo milione di dollari.
In qualità di attore Adrien Brody può vantare almeno un paio di ruoli che definiscono una carriera, in cui ha dimostrato un talento incontestabile, tanto da fruttargli due Oscar. Come artista e pittore le opinioni su di lui sono altrettanto unanimi ma di segno opposto: i suoi quadri non piacciono proprio a nessuno, tranne ai galleristi che, non si capisce bene perché, continuano a esporli.
Nonostante l’impressionante copertura mediatica ricevuta dalla stampa statunitense, la personale di Adrien Brody organizzata alla Eden Gallery di New York è diventata il bersaglio di stroncature ferocissime da parte della critica specializzata e delle testate di settore. ArtNews riassume le critiche più gustose ricevute dall’esposizione, che comprende una serie di tele che mischiano stampe, pittura e collage.
Le opere realizzate da Brody sono incentrate sulla scomposizione e critica dell’immaginario relativo ad alcune icone statunitensi associate alla pop art anni ’60 e all’immaginario televisivo e cinematografico. Le opere sono state criticate innanzitutto per la mancanza d’originalità dei soggetti scelti dall’attore: l’immancabile Marilyn Monroe associata a psicofarmaci e male gaze, Lisa Simpson, Topolino e Bugs Bunny accostati a immagini di armi e violenza. Cosa non è piaciuto alla critica oltre all’approccio tematico un po’ banale del doppio premio Oscar? Sostanzialmente tutto, a partire dalla visione superficiale con cui Adrien Brody commenta e critica la società statunitense, fino ad arrivare alla qualità stessa delle opere, di cui alcuni hanno sottolineato con ironia la stampa di bassa qualità delle immagini riprodotte.
Una debacle, insomma. Non fosse che Brody, fresco vincitore di una statuetta come attore protagonista per The Brutalist, ha appena venduto una delle sue tele per oltre 425 mila dollari al gala benefico dell’associazione amfAR, organizzato durante il Festival di Cannes.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.
La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.