Hype ↓
16:36 lunedì 12 ottobre 2026
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album natalizio Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.

The Metropolis of Tomorrow

The Metropolis of Tomorrow raccoglie i bozzetti di un maestro dei grattacieli. Un "visionario in verticale": Hugh Ferriss

13 Aprile 2012

In un’epoca priva di ottimismo come la nostra, un illustratore di progetti urbanistici avrà un solo obiettivo, credo: disegnare schizzi di città del futuro prossimo che non mi facciano venire attacchi di panico. Immagino cose orizzontali, di vetro, piacevoli, utili: biblioteche, scuole, giardini.

In un’epoca come quella in cui Hugh Ferriss cominciò a disegnare grattacieli, gli anni dieci e venti, la spinta urbanistica inarrestabile di New York, Chicago e le altre grandi città americane in espansione gli permise, nella sua veste di illustratore o Consulting Designer per gli studi di architettura che ridisegnavano la città in verticale, di registrare e ipotizzare tendenze e prospettive presenti e future della metropoli, consolidando e rendendo immortale, in uno spaventoso bianco e nero più di volumi che di contorni, una città grave e massiccia, una gigante astronave dove la luce filtrava a fatica, sparata verso il futuro.

The Metropolis of  Tomorrow, il suo libro del 1929, è strutturato così: si parte dai grattacieli già esistenti; poi si disegnano le tendenze, in maniera più astratta; in fine si passa a ipotizzare dove sta andando la città, e si parte con l’immaginazione. Il presente e la fantascienza insieme.

Le Zoning Laws di New York, alla metà degli anni dieci, avevano finalmente regolato la quantità e qualità dei volumi edificabili su ogni isolato cittadino, per impedire che i costruttori proprietari di un lotto lo riempissero, per ragioni economiche, al massimo possibile di altezza e larghezza, soffocando la città.

Nella prima parte deel libro troviamo, resi a carboncino e per stessa ammissione dell’autore privi dunque degli aspetti colorati e leggeri di quello stile, i capolavori dell’Art Deco newyorkese: il Chanin Building, il Chrysler – il secondo è ritratto dall’alto con ancora solo lo scheletro della cupola. La seconda sezione, “projected trends”, si apre con un inquietante sfondo tutto di luce, dove i grattacieli, ammucchiati e impenetrabili, fanno sfondo a un prato tondeggiante dove cammina un uomo che guarda in alto, sconvolto, ma che pare lui stesso fatto d’acciaio.

Una tendenza alla concentrazione ci porterà a costruire strutture sempre più alte… Crescerà il desiderio di aria e luce, si scoprirà il valore della luce diretta del sole, l’utilizzo di terrazze e la piantagione di alberi… La tendenza ad assemblare lotti di terra più vasti per costruire singole strutture a torre…
Ci si può immaginare la vista dal centesimo piano, a un angolo vertiginoso, tra due precipizi; si immagini la scena di notte, le luci geometriche che affiancano l’oscurità dell’abisso…

Le Corbusier ha scritto: “L’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi assemblati nella luce. I nostri occhi sono fatti per vedere le forme nella luce”.

Il bello di questa frase è che è così vera da funzionare anche per questi progetti o resoconti o spunti fantascientifici di Hugh Ferriss, dove di luminoso non c’è quasi nulla eppure è chiaro che solo la luce può rendere intelligibili queste masse insopportabilmente dense.

Il rapporto fra entusiasmo e nichilismo dei grattacieli americani della prima metà del novecento non smetterà mai di sconvolgermi. Il contributo che dà Ferriss, oltre ad aver creato l’estetica di Gotham City, è aver posto la questione della luce e dell’oscurità in termini che la mia psiche di cittadino urbano non potrà mai riprodurre: senza perdere l’entusiasmo per una città che si slancia verso l’alto, Ferriss fa i volumi dei grattacieli molto più cupi di quel che sono realmente, ossia dà un’anima all’oscurità, e soprattutto dà un’anima alla densità degli edifici. È come se, più che vedere la materia, vedesse la densità dei desideri e dei bisogni di chi occuperà gli edifici. È quella massa psichica ciò che inghiotte la luce. Forse il piano regolatore degli anni dieci, diminuendo la densità delle torri, serviva proprio a limitare la densità dei desideri, dei bisogni, e dei conflitti che ne derivano. Solo così può passare più luce e si può disperdere un po’ dell’oscurità dell’uomo contemporaneo.

Dare a intendere tutto ciò non gli impedisce di scrivere in maniera luminosa, non paralizzata, aperta al futuro, cose come:

Nei progetti, si disegnano viadotti al ventesimo piano, si guidano le macchine lungo viali al quinto, decimo, quindicesimo piano. Sono previsti torri hangar. Il traffico pedonale, automobilistico e ferroviario verrà svolto a diversi piani dei grattacieli.

La città si estenderà poi su nuovi ponti, realizzati con torri alte anche sessanta piani. Il trasporto verticale sarà centralizzato. Se il pensiero di palazzi di vetro può sembrare estremo, il materiale si imporrà per la sua leggerezza.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.