Réservation è la fragranza in cui Francesco Ragazzi ha messo il suo sogno californiano

Chiuso il capitolo Palm Angels, il designer milanese ha debuttato nel mondo delle fragranze con Réservation: qui ci racconta le atmosfere che hanno ispirato la sua collezione.

24 Novembre 2025

Quando, all’inizio dell’anno, è rimbalzata la notizia che Palm Angels, brand italiano nato dieci anni fa, era stato acquisito dalla società newyorchese Bluestar Alliance, gli addetti ai lavori hanno reagito con una certa sorpresa. Il brand, nato dalla mente di Francesco Ragazzi, era stato in effetti capace di intercettare un pubblico di appassionati – dello streetwear, del mondo dello skate, del “California dreaming” – che erano velocemente divenuti una comunità di cultori di quell’estetica, così atipica nel panorama italiano. Solo l’anno prima l’offerta del brand si era ampliata agli occhiali da sole, e disponeva di più di 10 monomarca nel mondo. E però Francesco Ragazzi, che dalle dichiarazioni ufficiali pareva aver lasciato il brand con un certo grado di serenità, era già al lavoro su un altro progetto, che non aveva molto a che fare con la moda.

Perché Réservation, nato formalmente nel marzo di quest’anno (con il sostegno anche dell’amico e partner commerciale Pietro Ruffini) è una collezione sì, ma di profumi, con 7 referenze, ispirate a un ipotetico hotel con le camere inondate dal sole della California, tra palme e bar a bordo piscina, e vista sul deserto appena fuori LA. Di conseguenza si muove l’onomastica, che battezza ogni singolo momento che, nel corso di 24 ore, si può esperire, vivendo in un hotel, ricordando molto da vicino il Johnny Marco che ha prende residenza fissa allo Chateau Marmont in Somewhere di Sofia Coppola. C’è Jasmine Haze, una scia di sandalo, bergamotto, patchouli e tabacco che segue idealmente una donna che si muove tra le palme e i porticati invasi dai rampicanti del giardino; c’è Riviera Californienne, fava di tonka, caffè e ambra, che, come una madeleine, risveglia nella memoria olfattiva sensazioni legate a decappottabili d’epoca che partono in tutta fretta dai vialetti in pietra con motivi Art dèco, superando portoni in ferro battuto per immettersi sulle highway, con la tazza da take away di caffè americano appoggiata sul portaoggetti del cruscotto; e poi Suite 909, la prima nata della collezione, che, con le sue note di legno di cedro, pepe nero e bacche di ginepro,  posiziona chi la indossa sull’uscio di una delle camere dell’albergo, tra letti dalle lenzuola immacolate e testiere in massello, tende a motivi floreali sui toni del senape, scrittoi di inizio ‘900, arredamento modernista e bovindi dai quali osservare la vita fuori. 

Distribuito in 22 paesi in 68 rivenditori – non solo nelle roccaforti del profumo come Nose a Parigi, e 50ml a Milano, ma anche in concept concept store come Le Printemps, Liberty (Londra) e Frwd negli Stati Uniti – quando incontriamo in video call Francesco Ragazzi, la prima domanda viene quasi naturale.

ⓢ Perché lasciare la moda e buttarsi in un business diverso?
La realtà? Non mi appassionava più, non avevo lo stesso trasporto verso questo mondo che avevo quando ho fondato Palm Angels. Una volta parlare di moda voleva dire mettere al centro la creatività. Adesso è un universo che ha molto più a che fare con la finanza e i numeri, e poi per i profumi ho da sempre avuto una grande passione…

Qual è il primo profumo del quale ti ricordi, la tua madeleine?
Sono cresciuto negli Anni ’80, mi ricordo che curiosavo come tutti i bambini negli armadi dei miei genitori. Ho chiarissimo in mente gli odori intensi, floreali, che sprigionavano gli abiti, così come ricordo bene la forma massimalista di quelle boccette: quegli armadi erano all’epoca un tesoro, un Santo Graal, e l’eccitazione che accompagnava quella scoperta non aveva prezzo.

Tutta la collezione ruota intorno al concetto della vita in hotel. Cosa ti piace, degli hotel?
Un hotel è come un microcosmo, un universo a sé stante. Di base gli hotel nascono da una necessità, quella di avere un posto dove dormire la notte, quando sei lontano da casa tua, e intorno a quella camera da letto costruiscono poi un’identità stilistica che si espande anche alle altre aree, la hall, il bar, la piscina. Un po’ come era la moda una volta: si partiva dai vestiti per immaginarsi un mondo, e un modo di viverci dentro.

Non un hotel qualsiasi però. Quello di Réservation è un hotel che si alloca in California, luogo che, nella tua narrazione, anche da Palm Angels, non rappresentava tanto una località geografica quanto uno stile di vita e un ideale anche estetico. Cosa ti piace così tanto, della California?
Forse è che la California l’ho molto sognata prima di viverla davvero. L’ho sognata attraverso le foto di Herb Ritts, attraverso un certo tipo di musica, il mondo dello skate, i film, e quella sensazione di libertà che sembrava raccontare. E poi quando ci sono andato per la prima volta, credo nel 2011, è stata all’altezza di quelle aspettative. 

Di questo brand tu sei il direttore creativo, ma la creazione vera e propria dei profumi è stata affidata al naso Yann Vasnier, una sorta di leggenda in quel settore, che si è formato grazie a Françoise Caron e poi ha creato fragranze per nomi come Marc Jacobs e Tom Ford. Come è nata la vostra collaborazione?
Ero un estimatore di Yann e del suo lavoro da molto tempo e quindi è stato naturale per me rivolgermi a lui. E poi, personalmente, amo molto i profumi dai sentori di incenso, con ingredienti come l’oud, e sapevo che lui era la persona migliore per realizzarli. 

Quanto sei ossessionato dai profumi? Arrivi al punto da fare layering?
A meno che quel profumo non nasca nello specifico per quell’utilizzo, no, non faccio layering. Mi sembra un po’ come comprare un abito di Comme des Garçons e poi volergli tagliare le maniche. Piuttosto non lo compro (ride, ndr). 

E quali sono i tuoi preferiti, che indossi ancora oggi?
 Oggi li colleziono, quindi posso anche acquistarli, senza però indossarli mai. Per quanto riguarda quelli che indossavo sono sempre stato uno piuttosto fedele: per anni ho portato uno di Gucci dell’era Tom Ford che è stato poi discontinuato, si chiamava semplicemente Gucci Pour Homme, e poi molti di quelli di Comme des Garçons. Oggi però uso molto anche quelli di Réservation, ovviamente, uno su tutti Suite 909. 

E cosa ti immagini per il futuro di Réservation, da qui a 5 anni?
L’obiettivo è quello di allargare l’offerta: non solo i profumi, ma tutte le categorie di prodotti che possono essere collegate al concetto di hospitality. E magari anche lanciare un albergo. 

E chissà che non si possa chiamare, come quella canzone degli Eagles, Hotel California.

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