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26 Febbraio 2026

Park Chan-wook sarà il presidente di giuria della 79esima edizione del Festival di Cannes, come annunciato dallo stesso Festival con un comunicato ufficiale. La decisione è stata spiegata così dalla presidente Iris Knobloch e dal direttore artistico Thierry Frémaux: «L’inventiva di Park Chan-wook, la sua maestria visiva e la sua capacità di raccontare le pulsioni di donne e uomini dal destino imprevedibile hanno regalato al cinema contemporaneo momenti davvero memorabili», ricordando i 12 film con cui  Park ha costruito la sua incredibile carriera, buona parte dei quali passati appunto per la Croisette.

Il cineasta sudcoreano torna così a Cannes, stavolta in un ruolo istituzionale, dopo aver presentato in passato diversi film in concorso. È stata Cannes a dargli fama internazionale, nel 2004, quando vinse il Grand Prix per Oldboy, mentre nel 2022 è stato premiato per la Miglior regia per Decision to Leave. Alla Costa azzurra però è legato anche uno dei grandi “scandali” della sua carriera, caratterizzata da un enorme consenso di critica e pubblico ma anche da clamorosi snub da parte di giurie e premi. Nel 2016 Park presentò in concorso a Cannes Mademoiselle, considerato uno dei suoi miglior film e il gran favorito per la vittoria della Palma d’oro. Invece, la giuria presieduta da George Miller assegnò il premio a Io, Daniel Blake di Ken Loach, in quella che è rimasta una delle edizioni più controverse della storia recente del Festival.

L’etichetta di “snobbato dai premi e dalle giurie” è rimasta addosso a Park Chan-wook. Il capitolo più recente di questa serie di sfortunati eventi è di poche settimane fa: il suo ultimo film, l’acclamato No Other Choice – Non c’è altra scelta, è rimasto fuori dalla cinquina dei film candidati all’Oscar nella categoria Miglior film internazionale, nonostante gli addetti ai lavori fino all’ultimo lo dessero come sicuro candidato nella categoria e probabile nominato addirittura per il premio al Miglior film. Sarà dunque interessante capire quali decisioni prenderà un cineasta così raffinato e con un rapporto tanto difficile con i premi cinematografici: a oggi Park Chan-wook non ha mai vinto un dei grandi festival europei.

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