Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Ad aprile uscirà un Meridiano Mondadori dedicato a Philip K. Dick
Saranno due volumi, raccoglieranno 11 romanzi e usciranno l'1 aprile.
Dopo averci regalato una nuova edizione delle sue opere impreziosita dalle bellissime copertine di Rodrigo Corral, Mondadori torna su Philip K. Dick con due volumi che entreranno nella collana Meridiani. Il merito del progetto (in libreria dall’1 aprile) è di Emanuele Trevi, che ha firmato anche l’introduzione generale di questa nuova edizione, e di Paolo Parisi Presicce. I due volumi contengono undici opere scelte di Dick, comprese versioni inedite di Eye in the Sky e della “Trilogia di Valis”, entrambi tradotti da Presicce (le altre traduzioni sono a cura di Marinella Magrì). Questo Meridiano comprende numerosi commenti ai romanzi selezionati ed è arricchito da una bibliografia che raccoglie una grandissima parte dei saggi accademici e degli articoli giornalistici dedicati all’opera di Dick negli ultimi cinquant’anni, sia in Italia che all’estero. Infine, un’ultima chicca: la cronologia è firmata da Emmanuel Carrère.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
In Spagna è stato uno dei film più visti e premiati del 2025, nonostante sia un film di genere che racconta una pagina di storia traumatica come quella del terrorismo indipendentista basco. Del film, del suo successo e del suo messaggio abbiamo parlato con la regista Arantxa Echevarria.