Cose che succedono | Storia

I tascabili che hanno fatto la storia della letteratura sono nati in Francia

La possibilità di leggere testi ovunque, schermi degli smartphone inclusi, affonda le radici nella Francia del XVII secolo, precisamente nella città di Troyes. Come scrive Atlas Obscura, è qui che nel 1602 i fratelli Jean e Nicolas Oudot, titolari della stamperia locale, iniziarono a pubblicare titoli precedentemente usciti in formato “deluxe”, utilizzando carta di bassa qualità per le pagine e materiale di recupero per le copertine; dal momento che queste ultime erano di colore blu, i libretti furono soprannominati livres bleus. I fratelli siglarono poi un accordo con Claude Garnier, altra figura apicale per gli inizi della stampa francese: nacque così la Bibliothèque Bleu. I volumi della casa presentavano diverse pecche, tra cui margini disallineati, errori grammaticali o parti mancanti, eppure si trattava di prodotti notevoli considerato il contesto. Puntando sulla massa dei lettori delle zone rurali, scarsamente alfabetizzati, i libri riscossero un grande successo di vendite. Secoli dopo, la storica Elizabeth Eisenstein ne avrebbe parlato in termini di «rivoluzione».

Le dimensioni contenute di queste pubblicazioni (12×7 centimetri) le rendevano ideali per il trasporto; utilizzando un termine più moderno li definiremmo tascabili, dunque particolarmente indicati per la circolazione delle notizie. In effetti, il passo dai libri blu al colportage, cioè la rete di venditori ambulanti, fu breve: questo sistema permise una diffusione capillare della letteratura, seppur semplificata e rimaneggiata, sul territorio europeo, favorendo anche l’alfabetizzazione dei ceti popolari. Inoltre, i titoli dei fratelli Oudot, specialmente i classici, fecero presa anche sugli ambienti della borghesia cittadina. L’opera dei fondatori fu portata avanti dai figli, che alla fine del ‘600 presero il controllo dell’azienda arrivando, negli anni, a una sorta di monopolio nel campo dell’editoria popolare (testi religiosi, almanacchi, ricettari, ecc). Una storia oggi preservata dagli archivi della Médiathèque du Grand Troyes, dove sono custoditi più di duemila degli originali livres bleus.

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