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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

Nel Partito laburista inglese c’è stata una scissione contro la linea di Corbyn

18 Febbraio 2019

Un drappello di deputati del Labour ha abbandonato il partito, in polemica con l’operato del leader Jeremy Corbyn, accusando l’antisemitismo presente nel partito e le ambiguità sulla Brexit: il Guardian aveva scritto stamattina che i parlamentari avrebbero probabilmente annunciato a breve giro la scissione, citando cinque laburisti tra cui Chris Leslie, Chuka Umunna e Luciana Berger, con una puntualizzazione: «Nonostante il numero esiguo, sarebbe la più grande spaccatura da quando, negli anni ’80, quattro esponenti del Labour Party si dimisero per fondare il partito socialdemocratico». Commentando la defezione ormai certa di questi laburisti, l’editor di ITV News Robert Peston ha notato come il mistero non sia legato alle ragioni, ma alla tempistica del gesto: «Persino i responsabili della campagna People’s Vote cercano disperatamente di convincere i deputati a ritardare la decisione, perché pensano che, se dovessero lasciare adesso il Labour, questo rafforzerebbe la riluttanza di Corbyn e altri a sostenere il secondo referendum (…). Dunque la grande domanda è perché, se vogliono una nuova consultazione del popolo, ne stanno minando la possibilità».

Dopo essersi riuniti per una conferenza a Westminster, i  sette deputati laburisti hanno annunciato di essersi dimessi e di voler continuare l’attività parlamentare da indipendenti. Le loro dichiarazioni hanno messo l’accento sulle questioni citate: Luciana Berger ha parlato di «organizzazione istituzionalmente antisemita» dove prevalgono «bullismo, bigottismo e intimidazioni»; anche il collega Mike Gapes ha menzionato l’antisemitismo nel Labour, sostenendo che la strategia di Corbyn stia facilitando il divorzio dall’Unione Europea dell’Inghilterra, poiché «il presidente e quelli che lo circondano stanno dalla parte sbagliata in diverse questioni internazionali, dalla Russia alla Siria, al Venezuela». Altri colleghi hanno denunciato inoltre quelli che ritengono i limiti di un movimento spostato troppo a sinistra, legato «a un’ideologia rigida e datata», a «un mondo ancora diviso tra oppressori e oppressi»; Gavin Shuker ha accusato il partito di «aver voltato le spalle a speranze e ambizioni dell’elettorato», mentre Chuka Umunna ha spiegato «la necessità di un partito politico “adatto al qui e ora”». Il nuovo gruppo indipendente ha già lanciato un account Twitter. Corbyn, dal canto suo, si è detto «deluso del fatto che questi parlamentari non si sentano in grado di continuare a lavorare sulle politiche che ci hanno consentito il miglior risultato elettorale dal 1945 (…), proprio quando sarebbe il momento di riunire le persone per costruire un futuro».

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