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19:28 lunedì 12 ottobre 2026
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».

Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana

È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.

12 Ottobre 2026

Venerdì 9 e sabato 10 ottobre ce li ricorderemo come due dei giorni più strani della storia recente del nostro Paese. Sabato 10 è stato il giorno in cui abbiamo scoperto che Carlo Calenda è un fan di Frank Ocean e possiede una copia dell’ormai introvabile vinile di Blonde, ascolto che consiglia anche e soprattutto in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Venerdì 9, invece, abbiamo visto la band più radicale di questi anni partecipare a una trasmissione televisiva che va in onda in prima serata, su una rete generalista, e intonare il coro “Siamo tutti antifascisti”. È successo davvero, il pubblico di Propaganda Live lo sa: i Kneecap sono saliti sul palco della trasmissione di Diego “Zoro” Bianchi e di Marco “Makkox” Dambrosio, hanno cantato, hanno suonato, soprattutto hanno urlato “Siamo tutti antifascisti”.

@giuseppecostanzo587

#propagandalive #antifascist

♬ audio originale – Joe

«Siamo cresciuti a Belfast, la politica fa parte della vita di tutti i giorni. La mescoliamo con la musica semplicemente perché fa parte della nostra quotidianità, quindi per noi non è una grossa responsabilità in realtà. La politica coinvolge costantemente tutto quello che fai nella vita. C’è una lunga storia del popolo irlandese legata a questo. Abbiamo visto ciò che è accaduto storicamente a Mussolini, alla fine è stato ucciso», hanno risposto Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí quando Bianchi ha chiesto loro se sentissero sulle spalle il peso di essere ascoltati da così tanti ragazzi e ragazzini in tutto il mondo. Alla domanda sulle recenti violenze a Belfast (ne abbiamo parlato qui), i tre hanno risposto che «Siamo repubblicani e nazionalisti, ma per noi questo è un concetto molto diverso da quello del resto del mondo, come quello degli Stati Uniti, per esempio. Noi siamo l’esatto opposto: siamo un po’ come gli italiani, un popolo che storicamente è di grandi migranti. Siamo andati ovunque e abbiamo visto e subito atti di violenza. Sappiamo cosa vuol dire essere maltrattati quando si migra, e proprio per questo rifiutiamo e condanniamo la violenza contro i migranti».

Che tra i Kneecap e gli italiani ci sia un certo feeling lo sapevamo già da prima di questa puntata di Propaganda Live. I tre chiudono spesso i loro concerti cantando una loro versione di Bella ciao, per esempio. Nello scorso giugno, durante il concerto al Sequoie Music Park di Bologna, i tre avevano fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) per parlare del blocco con cui i portuali volevano fermare le armi dirette in Israele. Alla fine di quel mini tour estivo, i Kneecap avevano promesso che sarebbero tornati in Italia, in uno dei Paesi che li hanno accolti con più affetto ed entusiasmo. Promessa mantenuta: il 24 novembre all’Alcatraz di Milano e il 25 novembre al Teatro Cartiere Carrara di Firenze portano dal vivo il loro ultimo disco, Fenian.

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