L'esposizione resterà aperta fino al 7 febbraio 2027 e riunisce più di 130 opere: 84 di Pontormo e le restanti di altri artisti, da Andrea del Sarto e Leonardo da Vinci a Bill Viola.
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana
È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Venerdì 9 e sabato 10 ottobre ce li ricorderemo come due dei giorni più strani della storia recente del nostro Paese. Sabato 10 è stato il giorno in cui abbiamo scoperto che Carlo Calenda è un fan di Frank Ocean e possiede una copia dell’ormai introvabile vinile di Blonde, ascolto che consiglia anche e soprattutto in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Venerdì 9, invece, abbiamo visto la band più radicale di questi anni partecipare a una trasmissione televisiva che va in onda in prima serata, su una rete generalista, e intonare il coro “Siamo tutti antifascisti”. È successo davvero, il pubblico di Propaganda Live lo sa: i Kneecap sono saliti sul palco della trasmissione di Diego “Zoro” Bianchi e di Marco “Makkox” Dambrosio, hanno cantato, hanno suonato, soprattutto hanno urlato “Siamo tutti antifascisti”.
@giuseppecostanzo587
«Siamo cresciuti a Belfast, la politica fa parte della vita di tutti i giorni. La mescoliamo con la musica semplicemente perché fa parte della nostra quotidianità, quindi per noi non è una grossa responsabilità in realtà. La politica coinvolge costantemente tutto quello che fai nella vita. C’è una lunga storia del popolo irlandese legata a questo. Abbiamo visto ciò che è accaduto storicamente a Mussolini, alla fine è stato ucciso», hanno risposto Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí quando Bianchi ha chiesto loro se sentissero sulle spalle il peso di essere ascoltati da così tanti ragazzi e ragazzini in tutto il mondo. Alla domanda sulle recenti violenze a Belfast (ne abbiamo parlato qui), i tre hanno risposto che «Siamo repubblicani e nazionalisti, ma per noi questo è un concetto molto diverso da quello del resto del mondo, come quello degli Stati Uniti, per esempio. Noi siamo l’esatto opposto: siamo un po’ come gli italiani, un popolo che storicamente è di grandi migranti. Siamo andati ovunque e abbiamo visto e subito atti di violenza. Sappiamo cosa vuol dire essere maltrattati quando si migra, e proprio per questo rifiutiamo e condanniamo la violenza contro i migranti».
Che tra i Kneecap e gli italiani ci sia un certo feeling lo sapevamo già da prima di questa puntata di Propaganda Live. I tre chiudono spesso i loro concerti cantando una loro versione di Bella ciao, per esempio. Nello scorso giugno, durante il concerto al Sequoie Music Park di Bologna, i tre avevano fatto salire sul palco Jose Nivoi del Calp (Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali) per parlare del blocco con cui i portuali volevano fermare le armi dirette in Israele. Alla fine di quel mini tour estivo, i Kneecap avevano promesso che sarebbero tornati in Italia, in uno dei Paesi che li hanno accolti con più affetto ed entusiasmo. Promessa mantenuta: il 24 novembre all’Alcatraz di Milano e il 25 novembre al Teatro Cartiere Carrara di Firenze portano dal vivo il loro ultimo disco, Fenian.