Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
È morto Jack Vettriano, il pittore più comprato dalla gente e più odiato dai critici
Impossibile che non abbiate mai visto una sua opera: i dipinti del pittore scozzese Jack Vettriano sono stati trasformati in cartoline, tazze, calendari e soprattutto quadri da bar. Un triste destino che, d’altronde, subiscono anche gli artisti “veri”, basti pensare agli impressionisti, al povero Van Gogh e a molti altri. La differenza è che Vettriano non è mai stato considerato un artista con la A maiuscola: la critica ha sempre giudicato le sue opere stucchevoli, kitsch, prive di ironia e sessiste (un termine molto usato era “brainless erotica”). Nonostante questo, grazie alla sua pittura, Vettriano, nato nel 1952 in una famiglia poverissima, iniziò verso i 37 anni a godere di una grandissima popolarità, arrivando, nel 2003, a essere onorato dalla regina Elisabetta II d’Inghilterra con l’Ordine dell’Impero Britannico.
Gli inglesi hanno amato i suoi dipinti di uomini e donne eleganti che flirtano, soprattutto il più famoso: una coppia che balla mentre il maggiordomo e la cameriera reggono gli ombrelli. Quest’ultimo soggetto, intitolato “The Singing Butler” (“Il maggiordomo che canta”) e dipinto nel 1992, è senz’altro la sua opera più famosa: nel 2004, durante un’asta, è stata venduta a un privato per 744,500 sterline, stabilendo un record per un artista scozzese e per ogni dipinto mai venduto in Scozia. Nel Regno Unito la stampa dell’immagine diventò un best seller, fruttando al pittore moltissimi soldi. A causa dei soggetti delle sue opere, che spesso sono donne nude o in completo intimo (come si può notare dai dipinti raccolti sul suo profilo Instagram), Vettriano era considerato un uomo abbastanza sessista, accuse rinforzate dalla sua abitudine a frequentare diverse donne in contemporanea, spesso giovanissime. Questo atteggiamento da “donnaiolo” faceva parte di uno stile di vita da dandy: il pittore ha sempre parlato apertamente della sua dipendenza da alcol e cocaina e nel 2012 è stato arrestato per guida in stato d’ebbrezza e possesso di anfetamine. Anche se la sua morte è stata annunciata il 3 marzo, Vettriano, che aveva 73 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa di Nizza l’1 marzo. Se volete leggere un ritratto che in poche righe rende benissimo l’idea della sua vita e della sua carriera, vi consigliamo questo del Guardian: “Jack Vettriano: His paintings are like a double cheesburger in a greasy wrapper”.
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