Con Il colpevole, libro che mescola autobiografia e cronaca giudiziaria, Cusani prova a raccontare tutta la storia sua, dell'impero Ferruzzi, dell'imprenditoria della Prima Repubblica. Fino a quando Tangentopoli non fece crollare tutto.
«Love is a contact sport / You gotta act untamed / If you wanna play the game», cantava così Whitney Houston nel 1987, e i tempi sono maturi per dire che aveva ragione. Il sudore, il guizzo dei muscoli, la tensione dell’agonismo, le divise sudate e puzzolenti… Sia quel che sia, il campo da gioco e lo spogliatoio della palestra sono i luoghi ideale per accogliere quel frullatone di eccitazione e imbarazzo, di attrazione e conflitto che è diventato il bollino di garanzia per un nutrito filone della narrativa contemporanea; dai romanzi ai manga, dalle slash fiction alle serie tv, Heated Rivalry è solo la punta dell’iceberg di un nutritissimo cestone pieno zeppo di ragazzoni atletici, porci e romantici.
Per chi si è ritrovato all’improvviso in questo tunnel – scoprendosi completamente a suo agio – c’è l’imbarazzo della scelta: Him (Elle Kennedy & Sarina Bowen), Like Real People Do (E.L. Massey) e The Head Game (Brigham Vaughn) sono altri hockey romance M-M molto gettonati. You Should Be So Lucky (Cat Sebastian) e The Prospects (KT Hoffman) sono invece ambientati nel mondo del baseball, sempre strizzando l’occhio alla formula rivals-to-lovers – una lettura sexy ed effervescente. I Like Me Better (Robby Weber), Everything For You (Chloe Liese) e Tigers And Devils (Sean Kennedy), per chi volesse dei romance con protagonisti tormentati calciatori – tieniti stretti gli amici, gli avversari ancora di più… E poi limonano. Ah, se volete ce n’è anche per il curling, Throwing Stones di Avery Cockburn.
Dal Giappone del 1961 a Milano Cortina 2026
In genere, tra scene più o meno esplicite, la bilancia della narrazione vacilla sempre tra “vergogna segreta” e “accettazione di sé”. Lo sport diventa un MacGuffin perfetto, i personaggi vivono divisi tra pubblico e privato, tra intimità e agonismo, tra vittoria e resa. Ecco allora le possibilità infinite di mercato mass mediale lieto di solleticare le fantasie del suo pubblico. Molto in tema con Milano Cortina 2026 (dove – non a caso – grande tema di dibattito è stato il quantitativo di preservativi distribuiti per gli atleti), per esempio, Yuri!!! on Ice, serie tv del 2016, sviluppata dopo il successo del Giappone alle Olimpiadi del 2014: un giovane pattinatore sul ghiaccio decide di abbandonare la sua carriera agonistica dopo una serie di brutte sconfitte, un famoso allenatore russo però decide di prenderlo sotto la sua ala… Proprio agli scorsi Giochi Olimpici invernali Ilia Malinin, per altro, ha incarnato alla perfezione il concetto di bishōnen, l’ideale di bellezza maschile dei manga per ragazze: androgino, aggraziato, biondo, etereo ma pieno di passione.
Uno zompo indietro: 1961, in Giappone esce Il bosco degli amanti, romanzo breve della scrittrice Mari Mori (edito da noi solo nel 2025), considerato il titolo capostipite del genere letterario oggi identificato in Giappone come Boys’ love. Classe 1903, Mari Mori è figlia d’arte, cresce in ambiente che predilige uno sguardo verso l’Europa e i lussi delle mode occidentali. Dopo il primo matrimonio si trasferisce a Parigi dove lavora come traduttrice. Il suo sguardo per il romanticismo e l’estetica europea – collegi, castelli, adolescenti tormentati e mentori ombrosi, passioni totalizzanti e tragedie violente – sarà una lente fondamentale per le autrici di manga che da lì a poco rivoluzioneranno l’immaginario e il mercato giapponese. Il cuore di Thomas, un manga shōjo (per ragazze) con tematiche fortemente shōnen’ai, scritto da Moto Hagio e pubblicato a partire dal 1974, prende ispirazione dal film francese Les amitiés particulières di Jean Delannoy.
Il titolo di questo romanzo di Mari Mori invece riprende (probabilmente) quello del film Le Bois des amants di Claude Autant-Lara (poi usato anche da Ron per il suo primo album, ma questo non c’entra niente); non è stato il primo testo giapponese a raccontare di amori omosessuali, ma il primo a codificare temi e linguaggi che hanno influenzato e definito un intero immaginario, quello legato al mondo dei manga – una volta – cosiddetti shōnen’ai, termine a cui poi, a causa della sua connotazione negativa legata a relazioni barely legal, è stato preferito il termine ombrello Boys’ love: grandi strazi, descrizioni poetiche per situazioni tragiche, amori tra uomini maturi e giovani ragazzi investiti di una bellezza ideale e androgina, delicata e fragile, sull’esempio del Tadzio di Morte a Venezia di Luchino Visconti. Erotismo e malinconia decadente vanno a braccetto.
1974. Nelle librerie americane esce La corsa di Billy (The Front Runner) di Patricia Nell Warren, primo romanzo gay contemporaneo a ricevere un’attenzione mainstream, un proto-romance sull’amore tra un allenatore e un atleta. Finito tra i bestseller del New York Times, tra spogliatoi e cinema porno, romantiche fughe d’amore e tragedie struggenti e crudeli, il libro ha visto tre sequel, ma ancora nessun adattamento per il grande o piccolo schermo. Su questo titolo, anche dopo il successo degli hockeisti sporcaccioni, il booktook – quel posto in cui la gente per leggere deve mettere i post it colorati ai libri – sta ancora dormendo, per poter diventare argomento di conversazione bisognerà aspettare che passi la psicosi per l’age gap. Nel frattempo iniziano a fiorire anche le prime slash fiction (fanfiction tra personaggi di sesso maschile) basate su Star Trek, tra le pagine di fanzine dedicate le appassionate di fantascienza scrivono dell’amore intergalattico tra il Kirk e Spock.
Aesthetic Magazine For Gals
Intanto, nel 1978 in Giappone nasce June, rivista di manga, romanzi e illustrazioni per ragazze con storie di amori tra maschi – altra cosa sono i manga disegnati da autori gay per un pubblico gay, i bara (in Giappone i target funzionano a compartimenti stagni), tanto che i manga scritti da donne sono stati poi aspramente criticati dalla comunità omosessuale per una rappresentazione falsata, idealizzata e lontana dalla realtà.
Comunque, June si configura come un laboratorio estetico che ha ospitato sulle sue pagine autrici come Akimi Yoshida (Banana Fish), Yasuko Aoike (From Eroica with Love), Masami Tsuda (Le situazioni di Lui & Lei) e Marimo Ragawa (New York New York), Rieko Yoshihara (Il cuneo dell’amore, erotismo distopico), Fumiko Takano (Il nuovo lavoro della signorina Lucky), consolidato un immaginario anche grazie alle copertine disegnate da Keiko Takemiya (Il Poema del vento tra gli alberi), leziose e sensuali, con lo slogan “Aesthetic Magazine For Gals”.
Se June fornisce una piattaforma editoriale ufficiale, nei circoli indipendenti di amatori ribolle il fenomeno dōjinshi, riviste pubblicate in proprio, vendute e scambiate durante convention organizzate da appassionati; le amatissima CLAMP (X 1999, Cardcaptor Sakura) muovono i primi passi proprio in questo ambiente con dōjinshi su Captain Tsubasa, Saint Seiya, Devilman. È in questo novero che vede la luce il termine il termine yaoi, acronimo della frase “YA ma-nashi, O chi-nashi, I mi-nashi” (nessun climax, nessun epilogo, nessun significato), opere BL scritte da fan e mangaka non professionisti con storie originali ma protagonisti derivati da altre opere di successo non a tematica gay (Captain Tsubasa, Saint Seiya…), con una marcata componente erotica e parodistica. Negli anni ‘90 il termine verrà poi usato – erroneamente o meno – per identificare tutti i manga omoerotici per ragazze, da quelli piccantini a quelli smaccatamente pornografici.
Nel 1989 esce il manga Zetsuai 1989 di Minami Ozaki, in 5 volumi racconta la storia tormentata, violenta, smodata, melodrammatica, sanguinosa e angosciante tra un cantante e un giovane calciatore. La serie nasce come uno spin-off di un dōjinshi di Holly e Benji (Capitan Tsubasa) con al centro la coppia formata da Mark Lenders (Kojiro Hyuga) e Ed Warner (Ken Wakashimazu). In questa opera troviamo già quella che ormai è diventata una formula consolidata, usata dai grandi player dell’editoria per trasformare le fanfiction in opere nuove, inedite e autonome. Il manga è un successo, fa da ponte tra il mondo sommerso ma vitale dei mangaka amatoriali – creativi, spregiudicati – e il mercato ufficiale. Gli editori capiscono l’antifona e le storie M/M — scritte da donne per un mercato femminile – si moltiplicano con la nascita di riviste specializzate.
La definitiva esplosione, tra Internet e la pandemia
Avanti veloci. Incrociamo queste traiettorie nell’acceleratore di possibilità e moltiplicatore di realtà che è internet: fanfiction, yaoi, forum, scanlation, community, un gran calderone che dopo l’incubazione degli anni 2000 – dove lo sviluppo della tecnologia permette agli utenti di venire a contatto con nuove forme di espressione, di collezionarle, di appropriarsene, di rielaborare, masticarle e di ridistribuire sotto nuova forma – esplode definitivamente durante la pandemia. I fandom si scatenano nella produzione di materiale amatoriale: Wattpad e altre piattaforme dedicate alla scrittura e alla condivisione di fanfiction si rivelano piattaforme perfette per raccogliere le suggestioni depositatesi decennio dopo decennio le una sopra le altre. Twilight, Cinquante sfumature di grigio, After… Le fanfiction tramutate in bestseller fanno da cavallo di Troia per sdoganare il romance (la versione moderna, giovanile, degli Harmony). Titoli come Rosso, bianco & sangue blu hanno segnato una svolta, dimostrando che il mercato mainstream era pronto anche per romance omoerotici.
Dopo gli anni di austerità, castità e penitenza del post MeToo, il sesso sta tornando a farsi spazio in maniera divertente, appassionata, emotiva e disinvolta. Attraverso queste reinvenzioni letterarie (che siano romance o manga) le autrici esprimono, veicolandole attraverso personaggi presi in prestito, le proprie fantasie sessuali, le proprie perversioni, dando libero sfogo a una parte di sé altrimenti ritenuta non socialmente accettabile. L’erotismo gay, gaudentemente sporcaccione, diventa un rifugio dalle identità sessuali dominanti, un ribaltamento di prospettiva, una maschera attraverso cui raccontarsi, diventa insomma un gioco di specchi in cui l’identità omosessuale viene idealizzata, svuotata e reimmaginata in un artificio narrativo di escapismo estremo. Il corpo femminile si sottrae, sparisce, ma il desiderio può oscillare, diventa libero – è possibile identificarsi in una personalità sottomessa oppure in una dominante, in una masochista o in una sadica – senza dover tener conto del proprio sesso o delle aspettative delle norme sociali (la maternità, la famiglia).
Romance e yaoi possono essere visti come una sofisticata macchina fantasmica che permette alla soggettività femminile eterosessuale di esplorare il desiderio, il godimento e l’identificazione al di fuori dallo sguardo maschile, così scrittrici, lettrici e spettatrici appassionandosi a tormentati atleti scolpiti dagli angeli – che si sfidano prima in pista e poi si ritrovano a letto insieme – permettono al fiore del loro segreto di sbocciare a nuova vita.
Con Il colpevole, libro che mescola autobiografia e cronaca giudiziaria, Cusani prova a raccontare tutta la storia sua, dell'impero Ferruzzi, dell'imprenditoria della Prima Repubblica. Fino a quando Tangentopoli non fece crollare tutto.
Il nuovo, attesissimo, criticatissimo film di Kristoffer Borgli, con protagonisti Robert Pattinson e Zendaya, parte da una dilemma morale assai intrigante. Il problema è che in nessun momento del film quel dilemma viene affrontato davvero.
