Hype ↓
22:43 giovedì 15 ottobre 2026
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
ll Monte Bianco è diventato più alto ma questa non è una bella notizia come ci piacerebbe pensare In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».
Il governo di Netanyahu adesso sta litigando anche con il Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere di "New Gaza". Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.

Guerra, adesivi e ombre

Simpatici sticker, opere multimediali, videogiochi e una strana ombra dal cielo: l'arte ha cominciato a reagire all'invasione dei droni che verrà.

23 Maggio 2013

Sarà per la loro forma, il loro colore candido. Le loro ali dalla forma stramba. Il loro muso chiuso perché sprovvisto di cabina di pilotaggio. Sarà perché sono armi potentissime a cui è stata sottratta la componente umana – riposizionata al sicuro in una qualche base militare. Ciò che è certo è che i droni sono in grado di esercitare un fascino misterioso, agghiacciante. Sono un nuovo attore con cui stiamo imparando a fare i conti, a capirne le potenzialità, i pericoli, i misteri. Gli Uav (Unmanned aerial vehicle) a uso militare hanno già cambiato l’idea di guerra, di alleanza, di “attacco”, e reso inservibili parecchie leggi internazionali; quelli ad uso civile sono pronti ad invadere il mondo ma per ora rimangono in un bozzolo di sviluppo, ricerca e ottimizzazione. Hanno avuto comunque il loro quarto d’ora di celebrità mainstream quando Chris Anderson, direttore di Wired Us dal 2001, ha lasciato la rivista nel 2012 per occuparsi a tempo pieno di DIY Drones, azienda nata nel 2009 specializzata in apparecchi piccoli, domestici.

I droni hanno inevitabilmente conquistato anche il mondo dell’arte, che tenta di processare il nuovo scenario “a distanza” – scenario che si presta molto a visioni distopiche – per capirlo, digerirlo, renderlo nostro. Iniziative come “Slap A Drone” sono ironiche e satiriche, ma d’effetto: visto che il 30 settembre 2015 comincerà ufficialmente l’uso commericiale degli Uav negli Stati Uniti, l’artista Rajeev Basu ha pensate bene di adeguarsi, creando dei simpatici adesivi da posizionare sul proprio veicolo di fiducia; o da applicare a quelli altrui con fare burlone. Per dare un’idea del tono dell’opera, in uno di questi Gesù Cristo cavalca un drone sotto lo slogan: “Correggere i piccoli errori di Dio”; mentre su un altro un’aquila, simbolo degli States, è in una gabbia sovrastata dallo strillo: “Libertà dalla libertà”.

Ed è sempre Basu la mente di progetti come “Mr. Drones“, che permette di creare un proprio drone personalizzato; o come “Drones of New York“, un lavoro di gruppo in cui vari artisti mondiali propongono la loro idea di Uav. C’è quello modaiolo, quello brandizzato, quello a forma di squalo. C’è poi l’opera dell’illustratrice Kyle Platts, “The John Lennon Memorial Drone”, progettata per volare attorno al quartiere in cui è il cantante è stato assassinato.

Per quanto riguarda l’uso militare di questi veicoli, non mancano iniziative artistiche critico-satiriche. Qui la risata si fa più amara, sconsolata, verde. C’è poco da ridere quando l’umanità costruisce armi potenti, ubique, senza personale umano a bordo. Sembra un racconto di fantascienza: è invece il nostro noioso oggi.

Coll.eo è un duo artistico di San Francisco formato da Colleen Flaherty, pittrice e scultrice, e Matteo Bittanti, artista multidisciplinare. “Remote Play” è un loro recente progetto che si focalizza sul terribile nuovo nesso tra gioco e guerra creato dai droni, govrnati a distanza attraverso joystick e comandi da videogame. Della vita degli operatori di droni si è scritto molto, qui e più approfonditamente altrove, ma il lavoro di Coll.eo si spinge oltre, puntando sulla de-umanizzazione del combattimento e degli esseri umani. Il progetto consta di due opere: la prima è una scena in cui sono presenti un modellino di drone (il Predator RQ-1 o il SB94) retto da un asticella di metallo, dell’erba sintetica con alberelli finti, rocce finte; un background formato da un’immagine modificata tratta dal videogame Battlefield 3; un lettore mp3 con un paio di cuffie e un tasto da sala giochi con scritto “PUSH to EJECT”.  Di seguito un’immagine (qui un video dell’installazione).

Se il nesso tra armi da guerra, modellistica e videogame (Battlefield 3 è un gioco di guerra in prima persona datato 2010) rientra perfettamente nella disturbante gamification bellica a cui abbiamo accennato, il lettore mp3 e le cuffiette colgono di sorpresa. A che servono? Servono perché una parte integrante dell’opera è una registrazione audio. Precisamente, 72 risposte date da dei piloti di droni alla comunità di Reddit in una loro AMA (Ask Me Anithing, intervista collettiva fatta dalla community del sito – ne ha fatta una anche Barack Obama) durante la quale hanno spiegato il loro lavoro. 72 risposte che i due hanno inserito in un programma di lettura automatica, che le ha “lette” con la tradizionale voce computerizzata.

Il risultato è un qualcosa di simile a “Fitter, Happier”, ma reale.

La seconda opera è ”Achievement Unlocked” ed è una cornice contenente una sfilza di medaglie al valore militare. L’achievement, nel gergo del gaming, è un risultato raggiunto, una missione compiuta, che di solito viene premiata con un riconoscimento (punti in più, poteri speciali…). Questo genere di bonus va “sbloccato” (unlocked) con un risultato di un certo tipo. Il 13 febbraio scorso il Segretario della Difesa Usa Leon Panetta ha presentato il progetto di una nuova medaglia al valore militare – la prima ad essere creata dal 1944 – dedicata agli operatori di droni. Un’iniziativa che creò una tale canea mediatica – oltreché numerose proteste all’interno dell’esercito stesso – da indurre Panetta a ritirarla. Ma il solco era stato tracciato: la nuova guerra è un gioco, e chi vince, viene premiato. Achievement Unlocked. You win!


E poi c’è James Bridle, scrittore ed esperto di tecnologia. Lo conoscerete forse per laNew Aestethics, termine da lui coniato per definire l’incidenza sempre più massiccia di elementi digitali o legati a internet nel mondo fisico. Da qualche tempo Bridle si è messo a riportare nel nostro mondo fisico anche oggetti volativi e invisibili per eccellenza come i droni. Non lo ha fatto parcheggiandone uno, chessò, a Piccadilly Circus, ma ricordandone la presenza continua e invisibile sopra le nostre teste, disegnandone le ombre (qui trovate un album di Flickr su questo lavoro, Nda). L’ultima installazione della serie “Under the shadow of the Drone” l’ha realizzata pochi giorni fa in occasione del Brighton Festival, in Inghilterra. È il contorno del “profilo” di un MQ-9 Reaper, il “Predator” più usato dall’areonautica Usa e Britannica, tracciato a grandezza naturale con del nastro adesivo. L’obiettivo del lavoro di Bridle è quello di studiare e rappresentare questi mezzi «come avatar e protesi dell’identità in rete, incorporamenti della tecnologia e reificazione dei nostri stessi desideri».

Il nastro adesivo usato da Bridle è di colore verde. Verde elettrico. Non è un caso: la natura della sua fascinazione nei confronti di questo colore l’ha spiegata con un articolo sul suo sito:

Questo verde è il colore del futuro; un verde da chromakey; il colore nel quale proiettiamo le nostre speranze e fantasie. È il colore della visione potenziata tecnologia; il verde luminoso delle camere digitali e della machine vision (link nell’originale, Ndr); dei sistemi di puntamento laser; della recente evoluzione. Questo verde è il colore meno naturale che ci sia; o piuttosto, appartiene a un’altra natura, lussureggiante e sfuggevole, che viviamo dall’interno e di lato ma di cui a malapena ci accorgiamo.

Una natura che ora ci sovrasta letteralmente, scrutandoci silenziosa dall’alto, e di cui non scorgiamo nemmeno l’ombra: siamo costretti a disegnarla.

Immagini: “Under the shadow of the Drone”, James Bridle (fotografia di Roberta Mataityte); due adesivi dal sito “Slap A Drone”, Rajeey Basu; un’immagine e un disegno di “The John Lennon Memorial Drone”, Kyle Platts; una fotografia di “Remote Play” e un’immagine di “Achievement Unlocked”, Coll.eo; un video sulla creazione dell’opera citata di Bridle al Brighton Festival 2013.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.