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17:39 martedì 14 luglio 2026
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.

Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid

L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.

31 Marzo 2026

Per l’anniversario del bombardamento della città basca di Guernica, il governo regionale basco ha chiesto formalmente al Ministero della Cultura spagnolo di autorizzare un prestito temporaneo della “Guernica” di Pablo Picasso al Museo Guggenheim di Bilbao. A inoltrare la richiesta è stato il capo del governo (in basco il lehendakari) Imanol Pradales, affermando che il prestito sarebbe «una formula di riparazione simbolica e di memoria storica» per il popolo basco, nonché un «messaggio al mondo su ciò che comporta la guerra e le atrocità che derivano dalla dittatura».

Sebbene normalmente quella del governo basco sarebbe una richiesta irrealizzabile, questa volta l’iter potrebbe andare avanti a causa della particolare situazione politica che la Spagna sta attraversando in questo momento. Come scrive il  Times of London, il Primo Ministro Pedro Sánchez è a capo di un governo di coalizione e di minoranza, che per stare in piedi ha assolutamente bisogno dell’appoggio esterno dei due partiti nazionalisti baschi, Euzko Alderdi Jeltzalea (Partito Nazionalista Basco, centrista) e l’Euskal Herria Bildu (a sua volta una coalizione di partiti, tutti di sinistra), entrambi i quali hanno sollevato la questione “Guernica”. Pradales è arrivato al punto di avvertire Sánchez che negare la richiesta sarebbe «un grave errore politico».

Questa non sarebbe certo la prima richiesta di trasferimento di “Guernica” da parte del governo basco né il primo eventuale viaggio dell’opera. Nel primo caso, è successo già in occasione dell’inaugurazione del Guggenheim di Bilbao nel 1997. Anche Barcellona ne chiese il trasferimento nel 1992. “Guernica” fu esposta per la prima volta all’Esposizione Universale del 1937, prima di andare in tournée in Europa e negli Stati Uniti. Fu portata al Museum of Modern Art nel 1939 ma con una condizione dettata da Picasso in persona, che decise che l’opera non sarebbe tornata in Spagna fino a quanto il Paese non fosse tornato a essere una democrazia. Con la fine della dittatura di Franco nel 1975, il MoMA trasferì il dipinto in Spagna nel 1981, prima al Prado e poi, nel 1992, al Reina Sofía. Da allora si trova in una sala dedicata.

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