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10:28 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Anche la Jugoslavia di Tito aveva incluso il diritto all’aborto nella Costituzione

05 Marzo 2024

Si sta giustamente parlando moltissimo della riforma con la quale la Francia ha fatto dell’aborto un diritto affermato e garantito dalla Costituzione: «La legge determina le condizioni in cui si esercita la libertà garantita alla donna di far ricorso ad un’interruzione volontaria della gravidanza», recita ora l’articolo 34 della Carta, la cui modifica è stata approvata dal Parlamento con 780 voti favorevoli e 72 contrari (ampiamente superata la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea necessaria per approvare le modifiche alla Carta). Tutti i giornali del mondo stanno raccontando la Francia come il primo Paese al mondo a inserire il diritto all’aborto nel dettato costituzionale, ma in realtà un precedente c’è già.

Pur non avendolo fatto in maniera altrettanto esplicita, nella  Jugoslavia di Tito era riconosciuto e tutelato il «diritto umano di decidere liberamente per ciò che riguarda la procreazione». Era una parte, questa, della Costituzione jugoslava del 1974, la terza e ultima riscrittura della legge suprema della Repubblica socialista federale. Dopo la dissoluzione della Jugoslavia, tutti gli Stati balcanici che sono venuti dopo hanno adottato leggi simili in fatto di aborto, implicitamente proteggendo il diritto di scegliere e la libertà di abortire della donne. La differenza tra la Jugoslavia e la Francia sta proprio in quell’avverbio, “implicitamente”: la formulazione della Costituzione jugoslava lasciava degli spazi interpretativi che quella della nuova costituzione francese invece non lascia.

Non lo lascia per una scelta precisa del Presidente Macron e del Primo Ministro Attal. Quest’ultimo, dopo il voto del Parlamento e l’approvazione della riforma, ha commentato dicendo che la politica francese aveva «un debito morale nei confronti di tutte le donne. […] Abbiamo l’opportunità di cambiare la storia». Il premier ha dedicato questa vittoria politica a Simone Veil, ex ministra della Salute francese, femminista che nel 1975 portò avanti la battaglia per la legalizzazione dell’aborto. «L’abbiamo resa orgogliosa», ha detto Attal.

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