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07:23 lunedì 12 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

Fenomenologia Cortinese /2

Il mito di Cortina tra cinepanettoni e memorie aristo-agnelliane. Parla Giovanna Nuvoletti

13 Gennaio 2012

Giovanna Nuvoletti, che dirige anche la internettiana Rivista Intelligente, l’ultimo cinepanettone non l’ha visto. “Dai trailer mi sembrava che la neve fosse finta, e che fosse stato girato in un altro posto”. “Ho ricordi di un posto di bellezza abbagliante” mi dice invece. “I miei primi soggiorni risalgono agli anni Cinquanta-Sessanta, allora era frequentato da intellettuali, artisti e aristocratici ‘sublimi’. Esisteva una vera religione dello sci, e chi meglio sciava era un dio in quegli ambienti. Era tutto molto semplice ed elegante. Risultava naturale frequentare i migliori maestri di sci, che raccontavano le storie della loro valle, e portavano la loro giovanile energia in ambienti assai raffinati”.

Ma la cafonalizzazione di Cortina allora quando è cominciata? C’è un momento preciso? “Le serate me le ricordo soprattutto negli anni ‘70, le mie. Si andava poco nelle case, eravamo giovani. Si frequentavano molto i rifugi e le baite, dove si mangiavano canederli, maiale affumicato, e si bevevano svariate abbondanti grappe. Ho un vago ricordo di esser stata portata da mio padre a ricevimenti in case, in appartamenti travestiti da baite, un po’ kitsch, con industriali vari”. Gli anni Settanta, momento del trapasso? “Allora è cominciata una certa invasione di generone romano, le cui rappresentati femminili si coprivano d’ori anche in pieno giorno, e non sapevano neanche sciare”. Sempre questo amore da parte dei romani. “Vengono a Cortina da tempi antichi. Parlando dei miei amici romani, non erano cafoni, ovviamente non venivano su il week end, ma possedevano case dove si trasferivano con figli e bagagli per intere estati e tutte le vacanze invernali. Poi c’erano anche i romani cafoni, ma finché sono stata minorenne mi era proibito frequentare gente maleducata”. Veneti e romani. “Anche calabresi”. Di sicuro il target cortinese non contempla “lombardi, liguri e piemontesi”, cioè le terre dell’understatement, “non solo, oltre alla sobrietà hanno loro montagne più vicine”.

La definitiva mutazione pre-Suv c’è stata negli anni Ottanta, “quando hanno cominciato ad affacciarsi signore in Ferrari Testarossa con moon boots di pelo e gioielli di pomeriggio”. Poi naturalmente la mania del dirndl, il costume tipico ampezzano. La mia impressione è sempre stata che tutte queste signore che si affacciano su Corso Italia in direzione Cooperativa (il supermercatone sulla via principale che è un po’ il luogo cult di ritrovo, dove si possono trovare ragazzini in Moncler e col Blackberry, e le cui buste della spesa in tela gialla con una margheritona stilizzata sono spesso sfoggiate come status symbol di ritorno a Roma), con gonnoni a fiori e bustini a stelle alpine non si abbiglierebbero mai in questo modo nelle località di provenienza, nemmeno pagate molte decine di migliaia di euro. “Il dirndl per noi vecchie frequentatrici di Cortina era religiosamente riservato alle oriunde. Avevamo rispetto per gli usi locali. Alcune di noi ne avevano uno in seta, a volte antico, che però sfoggiavano solo nelle case, alle feste – magari per un carnevale chic. Ma mai assolutamente di giorno, per il passeggio”. Poi gli anni Ottanta. “Ricordo che mio padre aveva rinunciato, non so perché a sciare. Passeggiava con Clara sulla strada della ferrovia (quando ci fu), e tornava sempre dal paese ridendo. Ormai l’eleganza non era più regina delle vie di Cortina, punteggiate di vistosi e goffi nuovi ricchi impellicciati dalla cima della testa alla punta dei piedi. I cafoni cortinesi dell’ultimo anno che sono passata a Cortina, doveva essere il 2007, erano assolutamente divini. Signore della bassa in dindrl e Gucci. Signori dalla faccia unta e losca in Ferrari”.

Pellicce, Ferrari, dirndl, gioielli. É forse l’unico posto in cui si possono trovare ancora maschi adulti che in pieno pomeriggio passeggiano con cappotti di visone, mantelli di leopardo. Ma non sarà che alla fine Cortina piace sempre ai (nuovi) ricchi proprio perché alla fine è un mite paesotto democratico, col suo Corso, i suoi riti tutto sommato semplici, non dissimili da quelli di provenienza, e nessuna discriminazione per il new money. Forse a St. Moritz o a Gstaad si avrebbero ben altre difficoltà, non solo linguistiche. Massimo Boldi, un’autorità, ha sostenuto che qui ci sono soprattutto finti ricchi: “tanti di quelli lì che si fanno vedere impellicciati e col macchinone spesso sono dei poveracci. Per pagarsi la vacanza da ricchi fanno un prestito da 15 mila euro e poi lo pagano con le rate”. Ma Nuvoletti smentisce sdegnosamente: “coi prezzi che ci sono attualmente a Cortina i finti ricchi certo non possono arrivarci. E’ difficile anche per me che appartengo al ceto medio”.

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