I meravigliosi abiti della signora Maisel

Come la costumista Donna Zakowska ha costruito il guardaroba della protagonista della serie di Amy Sherman-Palladino.

06 Dicembre 2018

I motivi per cui la fantastica signora Maisel è entrata di diritto tra i miglior personaggi televisivi degli ultimi anni sarebbero tanti da elencare, ma ci faremo bastare il più asettico tra i criteri di selezione – e cioè i premi ricevuti: 2 Golden Globe, 5 Emmy, 2 Critics’ Choice Awards, – per convincerci di come i coniugi Palladino (Amy Sherman, sceneggiatrice, e Daniel, produttore, quelli di Una mamma per amica) riescano ancora a creare dettagliatissimi universi paralleli, nei quali far rivivere tutte le loro migliori fantasie. Nella prima stagione c’era il Greenwich Village a New York, dove negli anni Cinquanta gli aspiranti comici si facevano le ossa assieme agli altri creativi della città, nella seconda stagione c’è (anche) la Parigi bohémienne, a dimostrazione di come la Palladino abbia sì il pallino dei cliché, ma che poi sia bravissima a smontarli dall’interno. La signora Maisel è una donna insofferente e libera per natura, tenace quel che basta per lanciarsi in una riscrittura completa della sua vita per poi ritrovarsi, suo malgrado, in disaccordo con la morale dei tempi che vive, alla quale pure sembrava aderire perfettamente sino a quel momento, almeno a giudicare dai suoi abiti coordinati al millimetro con gioielli, cappellino e borsetta. E proprio il guardaroba è un punto di osservazione interessante nella costruzione del suo personaggio, tanto più se si guarda a tutti i modi in cui l’eroina interpretata da Rachel Bosnahan riscrive i canoni con cui siamo abituati a pensare le protagoniste femminili.

La fantastica signora Meisel (Foto Amazon Prime Video)

Anche per questa seconda stagione, disponibile dal 5 dicembre su Amazon Prime Video, a occuparsi dei costumi c’è la bravissima Donna Zakowska, veterana del settore con una predilezione per il diciottesimo secolo. Per i costumi della miniserie Hbo John Adams nel 2008 aveva vinto il Costume Designers Guild e nel 2009 un Emmy, nel 2018 è stata nominata anche per The Marvelous Mrs. Maisel ma, incredibilmente, non ha portato a casa la statuetta. Come lei stessa ha dichiarato a Mashable, i look di Midge sono pensati per raccontare «l’ottimismo di una donna che, nonostante tutte le piccole grandi sfortune della sua vita, continua ad affermare il suo spirito e a rimanere in piedi». L’amore per i vestiti, i dettagli e i colori, bagaglio ambiguo che, come molte, ha ereditato dalla madre, «simboleggia la sua capacità di non arrendersi mai». Eppure Zakowska non ha mai particolarmente amato né il colore rosa, sdoganato proprio in quel periodo (Think pink!, d’altronde, cantava la temibile Maggie Prescott in Cenerentola a Parigi del 1957) né gli anni Cinquanta più in generale. Ha accettato di vestire la signora Maisel solo perché l’ha convinta lo script di Palladino, come ha raccontato al Daily Beast, e perché la stuzzicava l’idea di mettere mano a quell’immaginario vastissimo fatto di gonne a corolla, Americana e code di cavallo.

La fantastica signora Meisel (Foto Amazon Prime Video)

Per costruire il guardaroba dell’aspirante comedienne, allora, ha sfogliato tantissimi numeri dell’edizione francese di Vogue dal 1957 al 1960, riscoprendo «un punto altissimo della moda femminile, una fase in cui si lavorava sul colore in maniera davvero eccitante». Così il rosa vira al lampone, con una Midge che, a guardarla bene, s’ispira sì a Grace Kelly e Audrey Hepburn, ma anche all’icona sexy Mamie Van Doren. E proprio la palette dei colori è una cartina tornasole delle avventure della signora Maisel: il nero illuminato dalle perle è per quando è sul palco, il giallo-coraggio per gli abiti da giorno, i pastelli delicati per quando è a Parigi, con punte di grigio, blu, rosso, poche fantasie scelte. Allo stesso tempo, iniziano a spuntare i primi cenni agli anni Sessanta, che rivoluzioneranno per sempre il modo in cui si vestono le donne. Si accorciano le gonne e si tirano fuori dall’armadio i bikini, che la protagonista sceglie con sua madre. Sul set hanno lavorato venticinque sarti per dodici settimane, che hanno vestito circa cinquemila comparse, come richiesto dal perfezionismo maniacale di Palladino.

Zakowska ha disegnato la maggior parte dei cappelli e reperito tutte le borse e le scarpe, rigorosamente vintage, dopo aver setacciato gli shop online e contattato i collezionisti, compresa una donna francese specializzata in biancheria intima di quel periodo. E proprio gli accessori, secondo Annette T. Donahaue di Fashionista, sono lo strumento che la signora Meisel utilizza per trasformarsi, il metro di misura infallibile del suo grado di vulnerabilità: all’inizio ne è quasi sotterrata, ma pian piano inizia a sceglierli con oculatezza a seconda dell’immagine di sé che vuole dare. Come quando sale sul palco alla fine della prima stagione, con quel vestito nero e il giro di perle della madre: ha trovato il suo alter ego, e non ha più bisogno di nascondersi nei vestiti.

Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli

La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.

Leggi anche ↓
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.

Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli

La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.

In Arco di Ugo Bienvenu c’è tutto il bello dell’animazione occidentale e orientale

Candidato all'Oscar, ispirato dai fumetti di Moebius e da quelli di Akira Toriyama, Arco è un omaggio all'arte stessa dell'animazione. Ne abbiamo parlato con il regista, Ugo Bienvenu.

Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo

L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026

Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.

Per Bruce Sterling, quello che succede alla musica succederà all’intelligenza artificiale

Dal 14 al 15 marzo si tenuto al Macro di Roma il convegno The Dream Syndicate. Tra gli ospiti c'era anche la leggenda della letteratura cyberpunk Bruce Sterling, che ha parlato di musica, AI, arte degli umani e arte delle macchine. Riportiamo qui il suo intervento integrale.