Hype ↓
23:05 lunedì 20 luglio 2026
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.
Dopo la cancellazione del concerto di Bad Bunny a causa della grandine, parecchie persone si sono convinte che fare concerti a Milano porti sfortuna È successo a lui, a Rosalia, a Bruce Springsteen, ad A$AP Rocky, ai Flaming Lips... Forse è il caso di iniziare a preoccuparsi?
A Bologna c’è un archivio che conserva tutti gli atti giudiziari, gli articoli di giornale, i materiali audiovisivi per ricordare cosa è successo davvero al G8 di Genova Si trova nello spazio autogestito Vag61 e conta gli atti dei processi processi sul G8 del 2001, una rassegna stampa di 6.275 articoli e moltissime ore di materiale audiovisivo.
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.
Lana Del Rey ha rimandato per l’ennesima volta l’uscita del suo nuovo disco, ma per farsi perdonare ha detto che nel frattempo ha quasi finito anche quello successivo Bisogna aspettare ancora un mese, come minimo, per ascoltare Stove e, forse, anche Spyda, i due album che l'artista definisce «tra i più belli che abbia realizzato».

Un animale simile ai vermi della sabbia di Dune è esistito davvero in passato

28 Marzo 2024

Il verme della sabbia che regna sul deserto di Arrakis nella saga di Dune è una creatura terrificante a prescindere dalle dimensioni. Certo, i giganteschi adulti sono una sentenza di morte (ma anche un ottimo mezzo di trasporto, l’importante è essere consapevoli che c’è un altissima percentuale di morire prima ancora di salire sul loro dorso, quindi a quel punto tanto vale provare ad attraversare il deserto a piedi). Ovvio, anche i cuccioli possono essere letali, come spiegato nella scena di Dune – Parte 2 in un cui una sacerdotessa Fremen mostra le modalità di produzione dell’acqua della vita. Se esistesse un verme della sabbia in miniatura, lungo e spesso quando uno spillo, sicuramente sarebbe mortale pure quello (in proporzione alla sua taglia). Ma il verme della sabbia non esiste, in nessuna variante e dimensione, per fortuna. O meglio: non esiste più, come una recente ricerca pubblicata sulla rivista Biology Letters – e ripresa in questo articolo del New York Times – ha dimostrato.

Cinquecento milioni di anni fa, la sabbia sul fondo dei mari era il territorio di caccia dei vermi Selkirka. Erano lunghi appena due o tre centimetri, ma erano comunque tra i predatori più temibili del loro ecosistema e della loro taglia: dai fossili che sono stati rinvenuti e usati per la ricerca pubblicata su Biology Letters, si capisce che i Selkirka erano davvero, in tutto e per tutto, dei vermi della sabbia in miniatura. La loro testa era «ricoperta di zanne affilate come rasoi», proprio come la bocca di Shai-Hulud. E anche i Selkirka, come i vermi della sabbia, erano soliti spostarsi da una parte all’altra del loro territorio scavando dei “tunnel” nella sabbia, dai quali emergevano solo per attaccare le prede. Karma Nanglu, paleontologo di Harvard intervistato sulla questione dal New York Times, ha spiegato che per un piccolo invertebrato marino essere attaccato da un Selkirka era come ritrovarsi improvvisamente avvolto in una prigione fatta di zanne. Inghiottito e masticato nello stesso momento, questa la sorte che spettava al povero piccolo invertebrato che avesse avuto la sfortuna di incrociare il cammino del Selkirka.

Nella ricerca si legge anche che i Selkirka, finora, erano stati considerati estinti da almeno 500 milioni di anni, come scritto più su. In realtà, recenti ritrovamenti lungo le coste del Marocco hanno confutato questa tesi: i Selkirka sono sopravvissuti per altri 25 milioni di anni, prima di estinguersi. Speriamo definitivamente: nessuno di noi vorrebbe vivere in un mondo in cui ogni volta che si va a fare il bagno al mare c’è la possibilità di mettere i piedi sul cammino di un mini-verme della sabbia. D’altronde, c’è una ragione se di Paul Atreides ne è esistito uno soltanto, pure in un universo di finzione.

Articoli Suggeriti
Recensire i film è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo

Pubblico e critica non sono mai stati così distanti. La figura del critico è sempre più disprezzata e sminuita. Eppure, le recensioni sono un bene sempre più prezioso e ricercato nel mercato del cinema.

Il successo dell’Odissea di Nolan dimostra che se i classici vivono per sempre è solo grazie a chi ha il coraggio di “tradirli”

Il regista ha avuto il coraggio di fare quello che i grandi autori fanno quando decidono di confrontarsi con un classico: cambiarlo a piacimento, per salvarlo dall'oblio, per evitarne la musealizzazione.