Hype ↓
23:41 lunedì 5 ottobre 2026
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean
In appena tre giorni Naza ha incassato quanto Avengers: Endgame, Resident Evil e Brad Pitt Più di tre milioni di euro in un fine settimana, la stessa cifra che gli altri film hanno incassato in una o due settimane di programmazione.
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.

In Corea del Sud si continua a portare la mascherina anche se non c’è più nessun obbligo

03 Maggio 2022

Da lunedì 2 maggio in Corea del Sud non è più in vigore l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto (l’obbligo resta, invece, per i luoghi al chiuso e i mezzi di trasporto). Nonostante questo, però, come riporta il Korea Herald, passeggiando per le strade di Seoul è quasi impossibile trovare qualcuno senza il volto coperto per metà dalla mascherina.

Certe volte, si tratta semplicemente di una questione di praticità. Una donna intervistata dal Korea Herald, infatti, ha spiegato che è piuttosto scomodo indossare la mascherina quando si entra in un luogo al chiuso, toglierla quando si torna all’aperto, poi rimetterla al successivo ingresso in un negozio o in un bar. La stessa donna, poi, ha ammesso che «si fa prima a mettersi la mascherina che il trucco». Ma, in generale, l’impressione è che i sudcoreani abbiano deciso di continuare a portare la mascherina perché pensano sia meglio così, si sentono più sicuri mantenendo questo piccolo accorgimento. C’entra anche il fatto che l’uso della mascherina, in Paesi come Corea del Sud, Cina e Giappone, era assai diffuso già prima della pandemia. I 18 mesi in cui indossare la mascherina è stato un obbligo sancito dalla legge (il governo sudcoreano aveva introdotto la misura nell’ottobre del 2020) non hanno fatto altro che diffondere ulteriormente un comportamento già esistente.

In ogni caso, il governo sudcoreano ha invitato i cittadini a tenere alta la guardia: alle persone fragili e anziane è stato rivolto consigliati di continuare a usare tutti i dispositivi di protezione individuale, un consiglio esteso a tutti coloro che si dovessero trovare nell’impossibilità di mantenere un metro di distanza dal prossimo.

Articoli Suggeriti
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa

L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.

Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo

Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.