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09:02 domenica 8 novembre 2026
In un modo molto herzoghiano, Werner Herzog ha rivelato che il suo prossimo film è un documentario su Karl Bushby, l’uomo che ha impiegato 28 anni per fare il giro del mondo a piedi Il regista lo ha detto a Hull, nel giorno del ritorno a casa di Karl Bushby dopo 50mila chilometri a piedi: «Questa è la fine del mio nuovo film», ha detto, che si intitolerà Walk of Life.
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Dopo aver scelto il tema più controverso di tutti (John Galliano), il Met Gala ha provato a rimediare scegliendo quello più noioso di tutti Il tema del prossimo Met Gala sarà “extraORDINARY: Fashion and the Poetics of the Everyday”, una mostra sugli abiti di tutti i giorni che prende il posto di quella su Galliano.
Le nuove assunte del Comune di Tokyo sono due capre a cui è stato affidato il campito di “curare” il prato attorno alla stazione Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
Dopo che Trump l’ha definita «un cesso di Paese», la Norvegia ha risposto pubblicando una lista dei suoi bagni pubblici più belli L'Agenzia nazionale del Turismo norvegese ha pubblicato un articolo intitolato «Questi sono i cessi migliori del mondo?». E, in effetti, nel Paese ci sono davvero dei bellissimi bagni pubblici.
Rob Sand faceva il modello per Prada, ora è il primo democratico dopo vent’anni a diventare governatore dell’Iowa A lui, però, non piace che si parli del suo passato sulle passerelle di Milano e Parigi. Anche perché i suoi avversari lo hanno usato e lo usano contro di lui.
Un regista sta girando un film sulla gentrificazione a Milano che inizia così: un regista frustrato deve girare uno spot per il Comune di Milano sulla riqualificazione di un quartiere Si intitola La piccola illusione, l'ha diretto Fabrizio Recchi è un cortometraggio indipendente e si finanzia con un crowdfunding in cui le ricompense si chiamano "Subaffitto in nero" e "Attico vista cantiere".
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.

La lista dei libri preferiti di Paul Auster sta facendo arrabbiare internet

02 Maggio 2024

John Peder Zane è un giornalista di New York che nel 2007 curò, per l’editore W.W. Norton, un libro intitolato The Top Ten: Writers Pick their Favorite Books. Il libro è una raccolta di 125 liste stilate da altrettanti scrittori e scrittrici per rispondere alla domanda “quali sono i vostri libri preferiti?”, posta in premessa al libro. Tra gli autori interpellati c’era anche Paul Auster, morto il 30 aprile a 77 anni (qui trovate la nostra recensione del suo ultimo libro, Baumgartner). In queste ore è girato moltissimo sui social uno screenshot, una fotografia in cui si vede la pagina di The Top Ten: Writers Pick their Favorite Books dedicata alla lista di Auster: Don Chisciotte di Cervantes, Guerra e pace di Tolstoj, Moby-Dick di Melville, Delitto e castigo di Dostoevskij, Alla ricerca del tempo perduto di Proust, Ulisse di Joyce, La lettera scarlatta di Hawthorne, Il castello di Kafka, Molloy, Malone muore e L’innominabile di Beckett (inseriti come una voce sola in quanto “trilogia”) e Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Sterne, questi i dieci libri preferiti di Auster.

Basterebbe conoscere la differenza di significato tra la parola “preferiti” e “migliori” per capire che Auster non voleva certo elencare i più grandi romanzi della storia, ma soltanto quelli che a lui, nella sua vita di lettore, erano piaciuti di più. Ma è inutile sperare nella consapevolezza minima indispensabile, quando si parla di social, lo sappiamo. E infatti, nei commenti al post X che per primo ha mostrato la lista una delle opinioni più frequenti è quella secondo la quale la lista stilata da Auster non contiene tantissimi dei romanzi che si meriterebbero di competere per il titolo di romanzo più bello della storia (ancora una volta: non era quella la richiesta fatta a Auster da Zane, né l’intenzione dello scrittore). Tra i commentatori ci sono poi quelli che si percepiscono più sagaci della media e sottolineano non solo come in questa lista che può contenere solo dieci libri manchino diverse centinaia di titoli, ma anche il fatto che il decalogo letterario stilato da Auster è piuttosto “banale”. «Il processo è meglio del Castello», scrive un utente, indignato dal pessimo gusto di Auster in fatto di Kafka, Auster che purtroppo non ha fatto in tempo a chiedere a lui, l’utente, di spiegargli perché Il processo è meglio del Castello. «Ma perché sono tutti dei classiconi, da quello che ho letto/sentito di questo tizio [Auster, ndr] mi era sembrato più edgy», commenta sanjubobbygeorge, stupefatta dalla scoperta che a uno dei più grandi scrittori contemporanei piacessero i grandi scrittori del passato. C’è anche chi, alla lettura di questi titoli, viene preso da un incontrollabile moto d’odio e si limita a dire che «non dico che non siano opere letterarie importanti. Comunque, trovo questa lista pretenziosa e odiosa», per poi sparire senza spiegare altro, lasciando tutti ansiosi di saperne di più.

E ovviamente non manca l’indignazione per il fatto che nella lista di Auster non ci sia nemmeno una scrittrice. «Avrà mai sentito parlare delle donne», si chiede un commentatore, con quella brillantezza che è sempre conferma della differenza tra un commentatore qualunque e un grande scrittore. Per fortuna, però, ci sono anche commenti così divertenti che redimono (quasi) l’ammasso di scemenze che altri avevano evidentemente l’ansia di esprimere. Uno su tutti: dopo aver letto la lista di Auster, un utente commenta dicendo che gli ricorda molto un’altra lista, la «free on Kindle list».

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