Uscito il 20 marzo su Netflix il film celebra, una canzone post-punk dopo l’altra, la fine della saga per come l’abbiamo conosciuta e imparata ad amare.
Cinema Forever
Com'è andato il primo evento di Rivista Studio alla Mostra del cinema di Venezia, ospiti Margherita Vicario, Carolina Cavalli ed Edgardo Pistone, con i quali abbiamo parlato dei classici del passato e di quelli di domani.
Cinema Forever è il titolo del nostro primo appuntamento alla Mostra del Cinema, che si è tenuto giovedì 4 settembre a Isola Edipo in collaborazione con Campari. È stato un bellissimo pomeriggio di chiacchiere, incontri, drink. Nel talk, moderato da Cristiano de Majo, Carolina Cavalli, Margherita Vicario ed Edgardo Pistone, registi rispettivamente de Il rapimento di Arabella, Gloria! e Ciao bambino, hanno raccontato come si sono avvicinati alle storie che hanno messo in scena nei loro film, che secondo noi rappresentano tre lavori originali e importanti, per quanto diversi, nel panorama del nuovo cinema italiano. Ma abbiamo parlato anche, più in generale, di cinema indipendente e cinema d’autore e soprattutto di classici, quello che era il tema di questa giornata, chiedendo a ognuno di loro “Qual è il tuo classico preferito?”. Un tema che si lega con particolare forza anche a Campari, partner di Rivista Studio quest’appuntamento veneziano, perché ci sono classici da vedere e classici da bere.
Qui trovate un po’ di foto delle persone che hanno passato con noi questa serata e un po’ delle cose che ci siamo detti durante questa chiacchierata.
“Per Gloria mi sono chiesta: possibile che nella storia della musica esistono tutti questi geni e non c’è nemmeno una genia?! E da lì ho iniziato la mia ricerca e il mio film” – Margherita Vicario

“Per me il classico è quello che segna la rottura con quello che c’era prima. Io spesso mi chiedo se esiste una differenza tra classico e cult. Per me, per esempio, Donnie Darko è un classico, ma spesso lo sento definire cult” – Carolina Cavalli

“Il classico è l’opera capace di prescindere il tempo e il contesto. Io infatti sono terrorizzato dai film troppo legati all’attualità. Per la mia generazione i primi classici erano quelli della Nuova Hollywood. Per esempio, io quando vidi Scarface la prima volta decisi di fare il gangster. Poi però ho visto Il cielo sopra Berlino e ho deciso di fare il regista” – Edgardo Pistone

“Mia nonna era abbonata a tre teatri e io semplicemente le facevo da accompagnatrice. La cosa che davvero mi ha formato è stata questa: essere spettatrice, essere pubblico” – Margherita Vicario

Io sono contenta di avere i colleghi e le colleghe che ho. Mi sento parte non tanto di una scena ma di una comunità” – Carolina Cavalli

Tutte le foto di questo articolo sono di Fiorella Constantini (IG @phyore__)
In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.
L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.