Cose che succedono | Arte

Un artista ha creato uno strumento che riproduce decine di odori diversi

Diversi studi stabiliscono che l’olfatto, rispetto ad altri sensi, provochi reazioni più forti ed evocative, motivo per cui da decenni il mondo dell’arte guarda con interesse ai nuovi utilizzi degli odori. Come scrive The Outline, l’artista Wolfgang Georgsdorf sembra poter riuscire nell’impresa di istituire un’arte olfattiva grazie allo Smeller, strumento di sua invenzione che produce una serie continua di odori, diversi e definiti. L’autore dell’articolo ha partecipato a una mostra al museo Martin-Gropius-Bau di Berlino, dove l’artista aveva installato lo Smeller 2.0, una sorta di organo a 64 canne, ciascuna delle quale viene caricata con un diverso profumo («cavallo, cannella, bacche, ecc») “eseguito” dagli addetti in uno spazio vicino, usando una tastiera e dei convertitori. Le reazioni dei visitatori, per quanto varie, non erano paragonabili a quelle di coloro che, finora, avevano causato il fallimento dei “predecessori” del creativo austriaco: già nel 1902 il critico Sadakichi Hartmann inscenò una performance per ricreare un viaggio verso Oriente attraverso la «melodia degli odori», fragranze diffuse dai ventilatori elettrici; gli spettatori non furono però impressionati, e Hartmann fu costretto a interrompere quasi subito lo show.

Gli altri tentativi si erano concentrati sulla commistione di immagini e profumi, per dare maggior enfasi alla trama dei film, come lo Smell-O-Vision, che debuttò nel 1960 in alcuni cinema, un congegno che rilasciava nelle sale 30 differenti odori; poco prima, era stato presentato l’Aromarama, un sistema di diffusione dei profumi negli impianti di condizionamento. Entrambi fallirono per l’indifferenza del pubblico. In tempi più recenti l’iSmell, dispositivo simile ai drive USB collegato a un diffusore, garantiva agli utenti di riprodurre profumi grazie ai loro browser: nonostante i 20 milioni di dollari di finanziamenti, le vendite furono disastrose, tanto da farlo finire nella lista delle «peggiori start up di sempre». Georgsdorf precisa invece come il suo progetto sia diverso,«una nuova forma d’arte basata sulle particelle», che diversamente dalle onde non cessano di esistere quando lo stimolo smette di produrle. Secondo The Outline, gli ostacoli sono soprattutto culturali: spesso, ad esempio, invece dell’odore si parla della sua fonte (pensiamo al cane bagnato), e in effetti ci sono pochissimi aggettivi inglesi associati all’olfatto, diversamente da vista o udito.

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