Hype ↓
06:54 sabato 14 marzo 2026
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.

Scuola per aspiranti genitori

La scelta di adottare può essere vista come una forma di ecologismo genitoriale, come un gesto d'amore per bambini senza famiglia, ma il percorso da affrontare è lungo e fatto di passaggi kafkiani come corsi propedeutici, video su YouTube e parabole misteriose.

25 Dicembre 2022

«Come immaginate il vostro bambino?». È un pomeriggio di febbraio, sta per fare buio, io e mia moglie siamo al decimo piano di un palazzo di non so quanti piani dietro la stazione centrale. Da quattro mesi veniamo qui ogni giovedì pomeriggio, quello di oggi è l’ultimo incontro per il rilascio del decreto di idoneità all’adozione. I termosifoni sono molto caldi, le finestre chiuse, nella stanza insieme a noi ci sono altre tre coppie di aspiranti genitori ma nonostante la temperatura abbiamo tutti il cappotto addosso, come se avessimo fretta di andarcene. Dev’essere per via di questi corridoi spogli, di questi uffici troppo grandi per i pochi dipendenti che ci lavorano, c’è una desolazione come quella che si avverte nelle scuole quando sono chiuse o nei cinema vuoti. Con le altre coppie ci scambiamo un’occhiata smarrita sperando che qualcuno risponda per primo ma nessuno sa cosa dire.

Ci eravamo lanciati in quest’avventura pieni di entusiasmo, senza nemmeno indagare troppo sui motivi per cui non riuscivamo ad avere figli. Di fronte allo scetticismo di amici e parenti, che ci invitavano perlomeno a riflettere sulle altre possibilità offerte dalla medicina, rispondevamo che adottare ci sembrava una sana forma di ecologismo genitoriale: perché fare un figlio quando ci sono già dei bambini senza famiglia? Al di là della battuta, però, è che davvero non lo vivevamo come un ripiego, al contrario, lo sentivamo un movimento naturale, coerente con un’idea di famiglia dove il sangue è tra le cose meno importanti. Nel giro di due mesi abbiamo prodotto tutti i documenti richiesti dal tribunale per i minorenni: devi fare analisi e visite specialistiche per dimostrare di essere in buona salute, consegnare le dichiarazioni dei redditi degli ultimi anni, il certificato di matrimonio, di residenza, l’atto di proprietà o il contratto di affitto dell’appartamento in cui vivi, e fin qui tutto bene, vogliono essere certi che tu abbia le risorse per adottare, ma fa sorridere che ti chiedano di presentare anche il consenso scritto dei tuoi genitori. E se uno di loro non fosse d’accordo perché magari non ha nessuna voglia di fare il nonno? A quarant’anni serve davvero l’approvazione di mamma e papà per adottare un bambino?

All’incontro successivo ci chiedono di disegnare prima un albero e poi una famiglia. Ogni foglia, ogni ramo che disegni ti domandi che significato avrà per quella gente che ti osserva seduta dall’altra parte della scrivania

Vorresti chiederlo a qualcuno ma negli uffici pubblici ci sono solo gli impiegati che si stringono nelle spalle e ti dicono che non dipende da loro, è la procedura. Ti convinci che dev’esserci per forza una logica, stiamo parlando di orfani, di minori abbandonati, abusati, sottratti a genitori tossicodipendenti, violenti, criminali, tutto dev’essere stato studiato in funzione della loro tutela e del loro benessere, non può essere altrimenti. Assolti gli obblighi formali, però, cominci i quattro mesi di corso preadottivo e anche lì c’è qualcosa che non torna: da una parte quegli incontri dovrebbero formarti in vista dell’adozione, ma allo stesso tempo servono a una commissione di psicologi e assistenti sociali per giudicarti idoneo o meno a diventare genitore. In altre parole non sai se affidarti a quelle persone o guardarti le spalle da loro.

Il primo incontro è un colloquio individuale, sentono prima me e poi mia moglie, vogliono sapere come ci siamo conosciuti, se andiamo d’accordo, che lavoro facciamo, come passiamo i fine settimana, le vacanze di Natale, se d’estate viaggiamo o andiamo sempre nello stesso posto, se facciamo sport, se abbiamo animali domestici. Sembra una chiacchierata informale per farsi un’idea di chi siamo, ma poi ci riascoltano insieme, come se volessero incrociare le informazioni e confrontare le risposte in cerca di incongruenze e contraddizioni. Anche se non hai niente da nascondere, l’ansia di dire la cosa sbagliata è inevitabile, soprattutto quando ti chiedono di parlare del tuo matrimonio: se cerchi di non edulcorarlo troppo rischi di sembrare freddo, distaccato, ma se ti sbilanci a metterci più enfasi del dovuto puoi sembrare finto e fare la figura del venditore.

All’incontro successivo ci chiedono di disegnare prima un albero e poi una famiglia. Ogni foglia, ogni ramo che disegni ti domandi che significato avrà per quella gente che ti osserva seduta dall’altra parte della scrivania. Lo stesso mentre disegni un padre, una madre, nonni, zii e bambini: pensi al tratto, ai dettagli, ai colori che usi, ti sforzi di riprodurre al meglio le immagini che hai nella testa, ma la mano non ti aiuta, sono anni che non disegni, forse non sei mai stato bravo a disegnare, vengono fuori espressioni malevole, sorrisi sinistri, corpi deformi, volevi rappresentare una famiglia felice e ti è venuto fuori un branco di mostri. Quando usciamo ci confrontiamo con le altre coppie e ci chiediamo cos’avremo involontariamente confessato con quei disegni, se non faranno emergere qualche aspetto marcio del nostro carattere di cui nemmeno noi siamo a conoscenza, ma troviamo la leggerezza per ridere degli scarabocchi che abbiamo consegnato ai nostri esaminatori e in uno slancio di fiducia verso di loro ci diciamo che in fondo è meglio così, se abbiamo dentro qualcosa di storto è bene che venga fuori subito e ci neghino la possibilità di adottare prima di fare danni.

La volta dopo dobbiamo dare la nostra interpretazione di una parabola, I ciechi e l’elefante, una storiella d’origine indiana che ricorre con leggere modifiche in diverse tradizioni religiose. La psicologa che si appresta a leggerla premette che si tratta di un testo di una bellezza e di un acume straordinari: «Al di là di Ghor si estendeva una città i cui abitanti erano tutti ciechi. Un giorno, un re arrivò da quelle parti, accompagnato dalla sua corte e da un intero esercito, e si accamparono nel deserto. Ora, questo monarca possedeva un possente elefante, che utilizzava sia in battaglia sia per accrescere la soggezione della gente. Il popolo era ansioso di sapere come fosse l’elefante, e alcuni dei membri di quella comunità di ciechi si precipitarono all’impazzata alla sua scoperta. Non conoscendo né la forma né i contorni dell’elefante, cominciarono a tastarlo alla cieca e a raccogliere informazioni toccando alcune sue parti. Ognuno di loro credette di sapere qualcosa dell’elefante per averne toccato una parte […]». La parte finale del testo racconta dei ciechi che tornano in città e finiscono per dare ognuno una descrizione diversa dell’elefante ai propri concittadini. Morale? Con le altre coppie ci guadiamo interdetti, la spiegazione corretta sarebbe che la realtà è diversa per ognuno di noi, in base alle nostre esperienze, al punto di osservazione e così via, ma nessuno vuole arrendersi all’idea che la risposta sia così ovvia. Per un attimo mi viene voglia di dire che mi ha fatto pena il sovrano, dopo la fatica di portarsi in viaggio un elefante quel poveretto dev’esserci rimasto proprio male quando si è ritrovato circondato da ciechi che non ne avevano nessuna paura, ma temo che mi prendano sul serio, lascio perdere e mi accodo alle altre coppie che tentano disperatamente qualcosa di brillante da dire. È uno spettacolo penoso, ci arrabattiamo tutti a dare interpretazioni cervellotiche, confuse, una coppia tira fuori perfino la traversata di Annibale sulle Alpi con gli elefanti al seguito, ma quel ricordo da scuole medie è così fuori fuoco che nemmeno loro sanno come riagganciarsi alla parabola appena ascoltata e portare a termine il discorso. Per non offendere i nostri esaminatori, in pratica, facciamo noi la figura dei fessi.

Il punto più basso lo tocchiamo verso la fine del corso, quando ci mettono davanti un computer e fanno partire un video su YouTube in cui si susseguono foto in dissolvenza di famiglie felici accompagnate da citazioni melense sull’amore tra genitori e figli»

Il punto più basso lo tocchiamo verso la fine del corso, quando ci mettono davanti un computer e fanno partire un video su YouTube in cui si susseguono foto in dissolvenza di famiglie felici accompagnate da citazioni melense sull’amore tra genitori e figli. Finito quello strazio, ci domandano come ci sentiamo, cosa ci hanno ispirato quelle immagini e le parole che abbiamo ascoltato. Siamo tutti imbarazzati, a disagio, ma facciamo di tutto per non darlo a vedere, ormai manca solo un altro incontro per ottenere il decreto di idoneità e le persone davanti a noi hanno il potere di farcelo avere o negarcelo. Ancora una volta ci barrichiamo dietro risposte false e disoneste, fingendo di aver apprezzato quel video sdolcinato e irreale.

«Come immaginate il vostro bambino?». L’ultimo incontro comincia con quella domanda. Siamo tutti riuniti intorno a un tavolo e non sappiamo cosa dire. Ma che domanda è? Se sei libero di immaginare un figlio non puoi che immaginarlo bello, simpatico, intelligente, ma è un gioco a perdere, sarà un essere umano imperfetto come tutti gli altri. Ho di nuovo la tentazione di defilarmi con una battuta, e stavolta cedo: «Spero che abbia senso del ritmo e impari a suonare la batteria», rispondo, «così magari suoniamo insieme visto che io strimpello un po’ la chitarra». La psicologa abbassa lo sguardo e insiste che vuole una risposta seria: «Quel bambino è già nato», precisa come se dovesse esserci d’aiuto, «è un bambino che già esiste, con una faccia, un corpo, un nome e una storia».

Siamo più confusi di prima, con le altre coppie ci scambiamo occhiate furtive senza sapere come uscirne finché uno degli aspiranti genitori dice apertamente che non capisce il senso di quella domanda: «Anche mia moglie esisteva prima che la conoscessi, ma non significa che immaginassi già di sposarla». Sosteniamo tutti quel ragionamento, ma la psicologa insiste nel metterci in guardia sulla consapevolezza necessaria per adottare e ci racconta la storia di un bambino che il giorno del compleanno della madre adottiva le ha regalato un pacchetto con tanto di fiocco colorato e dentro le proprie feci. «Ogni anno falliscono molte adozioni», ci dice, «non avete idea di quante coppie non reggono e riportano i bambini in casa famiglia. I minori si sentono responsabili di quello che hanno subìto» aggiunge, «e faranno di tutto per mettervi alla prova, cercheranno in ogni modo di trovare il vostro punto di rottura e dimostrare che prima o poi li abbandonerete anche voi». Finalmente qualcosa di concreto, niente disegni, parabole indiane e video su YouTube. È quello che abbiamo cercato per tutto il tempo, che ci aiutasse a capire cosa ci avrebbe aspettato, ma dopo quattro mesi che veniamo qui ogni giovedì pomeriggio non abbiamo idea di che cos’è un’adozione. L’ufficio deve chiudere, è tardi. Come al solito siamo rimasti tutti col cappotto addosso, non perdiamo tempo nemmeno a rivestirci. Ci augurano buona fortuna e dopo una stretta di mano ci accompagnano alla porta.

Articoli Suggeriti
Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor

Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.

L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi

Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.

Leggi anche ↓
Renè Redzepi si è dimesso dal Noma, dopo decine di accuse da parte di ex dipendenti e la perdita di diversi sponsor

Lo ha fatto con un video strappalacrime su Instagram, ammettendo le sue responsabilità per anni di abusi e violenze ai danni dei suoi dipendenti.

L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi

Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.

C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita

Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.

Una ricerca ha dimostrato che i maschi della Gen Z credono che le mogli debbano obbedire ai mariti molto di più dei maschi Boomer

E si tratta di una delle più grandi ricerche di questo tipo mai fatte: sono state intervistate 23 mila persone in 29 Paesi in tutto il mondo.

I prezzi dei voli sui jet privati stanno aumentando a dismisura a causa dei ricchi bloccati negli aeroporti del Medio Oriente che cercano di scappare

Prima della guerra tra Iran e Usa e Israele il costo di un volo privato da Riyad all'Europa oscillava tra 50 e 80 mila dollari, ora è arrivato a 350 mila.

Reynisfjara, la famosissima “spiaggia nera” in Islanda, è stata praticamente distrutta da una mareggiata

Il vento e le onde hanno causato il crollo di una grande scogliera: al momento, l'accesso alla spiaggia è impossibile (oltre che vietato).