Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente)
Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
«Capolavoro» e «sgradevole» stanno nella stessa inquadratura sullo schermo. Nel nuovo video promozionale di Digger, il film di Alejandro G. Iñárritu con protagonista Tom Cruise, Warner Bros. affianca le reazioni entusiaste a quelle negative – «geniale» e «sconcertante», «magnifico» e «insopportabile» – e chiede agli spettatori di decidere da soli. Lo slogan è «stesso film, verità diverse». Le frasi vengono dai post pubblicati sui social dagli influencer che hanno visto il film in anteprima e hanno pubblicato le loro reazioni quando è caduto l’embargo, il 22 settembre. Nel film, Cruise interpreta un petroliere le cui trivellazioni scatenano una catastrofe ecologica, il suo primo ruolo non-action, cioè non Mission: Impossible e non Top Gun, in quasi dieci anni.
Decide for yourself. DIGGER – in theaters and IMAX FRIDAY. Tickets on sale now. https://t.co/Z1IpSpFnXd pic.twitter.com/e5ID4WUxbL
— Warner Bros. (@warnerbros) September 29, 2026
Lo spot è uscito un’ora prima che scadesse l’embargo sulle recensioni, cioè prima che i critici potessero pubblicare le loro, e secondo Variety potrebbe essere stato un modo per anticiparli. O meglio: per preparare il pubblico a quello che avrebbero letto su siti, giornali e riviste di lì a breve. I critici, infatti, sono stati ancora più severi degli influencer. Owen Gleiberman, proprio su Variety, ha scritto che «la produzione del film è costata oltre 125 milioni di dollari, e quella cifra non solo è troppo alta per giustificarsi, ma è anche una testimonianza dell’arroganza dei realizzatori»: è comunque convinto che il pubblico accorrerà in massa per una lezione pesante e assurda. Bilge Ebiri di Vulture ha scritto nella sua recensione che «Digger è un’esperienza tortuosa, a volte volutamente, spesso involontariamente». E David Ehrlich di IndieWire l’ha definito un «fallimento surreale», assegnando al film un voto C+. Negli Stati Uniti il film è uscito il 2 ottobre, in Italia un giorno prima, giovedì 1 ottobre, distribuito da Warner Bros Italia. Su Rotten Tomatoes, per ora, piace al cinquantadue per cento dei critici, più o meno metà da una parte e metà dall’altra, come nello spot.
Per quanto riguarda gli incassi, dopo il primo fine settimana di programmazione si parla già del peggior flop della carriera di Cruise: negli Usa il film ha incassato appena otto milioni di dollari. In Italia, con le dovute proporzioni, è andata un po’ meglio: al momento in cui scriviamo Digger è al quarto posto del botteghino, ha incassato 532 mila euro ed è stato visto da 70 mila persone. Forse è la prova che gli influencer e i critici cinematografici nel nostro Paese “spostano” di meno che negli Usa?