Il Magazzino di via Padova

Uno spazio a Milano in continua evoluzione, dove comprare mobili di design vintage a prezzi non impossibili.

di Studio
25 Ottobre 2019

Una storia un po’ dickensiana quella di Federico Bellucci, proprietario di uno dei posti più interessanti per comprare arredo di design vintage a Milano, ovvero il Magazzino 76 di via Padova. Lascia la scuola a quindici anni, inizia a lavorare come fuochista – quelli che controllano le caldaie nei condomini – e proprio grazie alla frequentazione dei sotterranei dei palazzi scopre il fascino delle cantine e dei mobili abbandonati. Da qui si appassiona al restauro, fa il ragazzo di bottega da uno storico restauratore milanese, apre dopo qualche anno (siamo intorno al 2000) un suo laboratorio nel quartiere che l’ha visto crescere, la famigerata via Padova appunto, crocevia di immigrazioni, prima interne, i “meridionali” che lavoravano nelle fabbrichette della zona e che aprivano negozi, e poi di quelle esterne, i “peruviani” soprattutto, l’etnia che più caratterizza questa strada così vibrante e difficile.

La passione per il legno viene piano piano rimpiazzata da quella che Bellucci chiama «le cose colorate». Si libera poi un magazzino, ex autorimessa convertita in scuola di musica e poi in centro sociale al civico 76 (al pieno interrato ci sono ancora i graffiti di una mostra collettiva di street art del 2000 che Bellucci ha deciso di non cancellare). Lui, che aveva accumulato una collezione di 400 lampade, le vende in blocco per partire con un capitale. Va a un noto mercato dell’usato di Amsterdam per vendere ancora, ma ritorna col furgone pieno. «Il problema di questa attività è che diventa una droga, una cosa compulsiva, farne un mestiere non è così scontato, ma è più una necessità, se compri soltanto finisci in rovina». I giri, all’inizio soprattutto del Nord Europa – Scandinavia, Germania – poi su strade meno battute: «Si cerca ovunque, devi essere sfacciato e avere molti “informatori”».

Nel giro di 4 anni Magazzino 76 è una realtà sempre più solida e sempre più conosciuta nel panorama milanese, che certo non è privo di concorrenti. Nel negozio ci sono al momento più di 100 poltrone, circa 500 sedie, oltre 300 tra lampade e lampadari all’insegna del “moderno” (anni ’50, ’60, ’70, ’80), con particolare attenzione al Mid-Century. Quando gli chiediamo quali sono gli oggetti più preziosi che al momento si trovano in negozio, Bellucci ci indica una coppia di piccole lampade: sono le Polsino di Gio Ponti (valore circa 6 mila euro per la coppia) e un pannello a onde disegnato da Jean Prouvé. «Ma le cose più preziose le esponiamo nella galleria», dice parlando di uno spazio espositivo che ha aperto in via Merano. Da Magazzino 76 si trovano cose anche molto più abbordabili: del resto, più in generale, il vintage sta diventando la soluzione ideale per chi si è stancato del fast-design di Ikea e ha una sensibilità verso la casa più ricercata, ma magari non ama o trova troppo caro il nuovo. Intanto gli affari si sono allargati anche oltre la classica vendita da negozio, e una parte sempre più consistente del fatturato – «ormai siamo a quasi il 50%», dice Bellucci – viene dal noleggio per cinema, cataloghi, set fotografici, sfilate di moda e chiunque cerchi mobili “da ambientazione”.

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