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Guglielmo Scilla, in arte Wilwoosh

Dalla webcam al cinema: uno dei più popolari giovani volti dell'internet italico, tra successi e cinepanettoni

Qualche tempo fa, per pure sadismo e disprezzo nei miei confronti, mi sono visto un film dal titolo Una Canzone Per Te di Herbert Simone Paragnani. Inutile che vi stia a dire che il film in questione è di rara bruttezza, per cui tenterò di estrapolare l’unico aspetto positivo del film. Che, giuro, è cosa difficile. Brevemente: Una Canzone per Te è stato un goffo – ma interessante – tentativo di realizzare una teen comedy musicale all’italiana. Un film che sulla carta voleva essere una specie di omaggio ai vecchi film come Chewingum – che appunto all’America guardava – ma che al tempo stesso, facendo quelli al passo coi tempi che apprezzano fenomeni come i Jonas Brothers, mettesse in mostra nuovi talenti da classifica sponsored by MTV. Per cui ovviamente c’era tutta una galleria di personaggi stereotipici riproposti senza alcuna fantasia: il fighetto protagonista, la bella un po’ scemetta, la bella molto scema e la bruttina che bruttina non è (e che fa anche quella un po’ presa male). E ovviamente c’è anche lo sfigato. Quello con gli occhiali, secchione e bruttino che viene sfruttato dal protagonista, avete presente? Vabbè, ok, magari è leggermente esagerato nella sua rappresentazione, ma l’attore che lo interpreta è quello che esce meglio dal film. Egli è Guglielmo Scilla, in arte Wilwoosh.

Scrivo questo, ovvero che mi sono accorto di un talento in un film brutto, per fare bella figura, per fare quello che ci vede lungo, sia chiaro. Ma è più o meno andata così: cercando informazioni sui vari personaggi del film, mi sono imbattuto nel canale youtube dello Scilla. Qui ho trovato i suoi video e ho scoperto un giovane talento. Guglielmo Scilla, classe 1987, ha fantasia, spirito comico, non ha paura di mettersi in gioco e conosce perfettamente il linguaggio dei suoi coetanei. Grazie a queste particolarità, in poco tempo è diventato una vera web star, una delle poche in Italia. I suoi video hanno più di 45 milioni di visualizzazioni e ovviamente hanno fatto scuola. Ad oggi non si contano i suoi imitatori, ma lui continua ad andare avanti per la sua strada, con una libertà artistica a tratti decisamente notevole. Insomma, Wilwoosh è uno bravo. Poi magari non vi piace e non ridete a crepapelle, ok, ma bisogna ammettere che, a fare quelle cose lì, è bravo. Se ne sono accorti in tanti anche fuori dalla cerchia dei suoi ammiratori più giovincelli e Guglielmo è finito nel già citato film Una Canzone Per Te, ha fatto parte della webserie Freaks!, una sorta di Misfits un po’ meno feroce, ed è finito poi dalla parte sbagliata (economicamente parlando) dei cinepanettoni, recitando al fianco di Massimo Boldi in Matrimonio a Parigi. Sempre nel 2011 è stato chiamato a Radio Deejay per condurre A Tu per Gu, trasmissione dove il nostro – sempre incredibilmente connesso con tutti i social network di questo mondo – ripropone in forma radiofonica gli sketch che lo hanno reso famoso. Adesso, contemporaneamente per Kowalski all’uscita del suo libro 10 Regole Per Fare Innamorare, scritto insieme ad Alessia Pelonzi, è uscito nella sale l’omonimo film dove Guglielmo è protagonista. E s’è consumata l’ennesima tragedia. Strano, eh?

Scilla interpreta Marco, un adolescente romano che vive in una casa modello Via Zanardi 33 piena di giovani già visti, rivisti e stravisti che nulla fanno da mane a sera. Il nostro, sensibile e un po’ sfigato (camera sua è tutta blu, piena di giocattoli e abbellita dal disegno di un gabbiano con sotto scritto Il Gabbiano Jonathan Livingstone) che ha rinunciato a finire l’università per dedicarsi a ciò che più ama: i bambini. Mentre lavora parte time in un asilo, incontra Stefania, una mega gnocca studentessa di lettere interpretata da Enrica Pintore. Ovviamente il profondissimo Marco perde immediatamente la testa per Stefania, ma essendo lui un po’ sfigato, non c’è storia. (Apro una piccola parentesi: Gugliemo Scilla a me sembra decisamente belloccio. Io capisco che stia nel gioco delle parti presentarlo come un “nerd”, e capisco anche che Scilla è stato bravissimo a far passare quest’idea di sé, ma se volete vi faccio vedere un paio di foto di gente che faceva il liceo o l’università con me). Fortunatamente spunta dal nulla il padre di Marco, interpretato da Vincenzo Salemme, un vecchio marpionazzo che insegnerà al figlio le fatidiche 10 regole del tipo. Vi devo svelare come andranno poi le cose? Ok.

10 Regole Per Fare Innamorare è ovviamente un istant movie che sceglie di sfruttare il talento del suo protagonista per richiamare in sala i suoi numerosi estimatori. Niente di nuovo e soprattutto niente di cui scandalizzarsi, ci mancherebbe. Ciò nondimeno, il film è incredibilmente deludente sotto ogni aspetto. La cosa curiosa è che Guglielmo ha rinunciato (o è stato messo nella condizione di rinunciare) ai suoi personaggi, alle sue parodie, alla sua comicità. Il risultato è un filmetto romantico adolescenziale prevedibile e noiosetto, che farà forse palpitare il cuore delle tante ragazzine che giustamente lo seguono, ma che annoierà il resto degli spettatori. Girato senza nessuna cura tecnica, recitato mediocremente (se escludiamo Salemme che ovviamente qui fa la parte del mattatore) e con alcuni inserti di product placament particolarmente imbarazzanti. Quello che però lascia interdetti è proprio la sceneggiatura: niente di niente. Non un guizzo, non un rischio, nessun momento comico o brillante: una lunga serie di scenette riciclate da altre situazioni e inserite a forza nella trama del film. E dire che ci si sono messi in quattro: il regista Cristiano Bortone, Annalura Ciervo, la blogger e scrittrice Pulsatilla ma soprattutto il Re Mida della nuova commedia italiana Fausto Brizzi. L’ennesima occasione sprecata. Peccato, perché al ragazzo il talento non manca di certo.


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