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Storia della pozzanghera più famosa del web

Ieri a Newcastle upon Tyne una pozza d’acqua piovana ha segnato una giornata significativa nella breve storia dell’app di video streaming Periscope. Per diverse ore decine di migliaia di utenti hanno guardato una grande pozzanghera formatasi in prossimità di un passaggio pedonale, commentando in diretta “l’evento” e, in alcuni casi, recandosi direttamente sul posto. Le immagini offerte dallo streaming non hanno certo brillato per spettacolarità: per la maggior parte delle sei ore di diretta la pozzanghera rimane l’unico soggetto inquadrato, e solo occasionalmente passano persone che – con gesti a volte atletici, altre goffi e comici – decidono di attraversarla. Eppure le insondabili dinamiche dei social (forse le stesse che hanno permesso a un tipo che voleva cucinare un pasticcio di patate di raccogliere 55 mila dollari in donazioni) hanno reso il #DrummondPuddleWatch, come da hashtag con cui è stato presentato lo streaming, un live con un seguito enorme.

Oggi, riporta l’Independent, una società di marketing con base in un palazzo sovrastante la pozza d’acqua, la Drummond Central, si è intestata il merito della fortunata iniziativa. Non si pensi all’ennesimo esempio di pubblicità virale, però: la Drummond ha negato di aver voluto promuovere prodotti o servizi tramite lo streaming, spiegando che la cosa è nata da un banale motivo di risate fra colleghi. Beth Hazon, direttore dell’agenzia, ha spiegato: «Piove ininterrottamente da dicembre. […] Quella pozzanghera è lì da più o meno un mese. Abbiamo osservato giornalmente la varietà di modi in cui le persone hanno tentato di superarla». Poi l’idea di un copywriter di riprendere la scena con Periscope, e quindi la fama virale.

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