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Due mappe che fanno capire che le elezioni in Siria sono una farsa

Oggi è giornata di elezioni, in Siria. Si sceglie il presidente, per la precisione. E gli analisti sono piuttosto concordi sul fatto che l’attuale presidente, Bashar al-Assad, con ogni probabilità verrà rieletto a un terzo mandato, con una maggioranza “bulgara.”

In realtà, però, sono elezioni farsa, come, se non di più, le due precedenti che hanno portato all’elezione di Assad, figlio del dittatore precedente, Hafiz, che guida il paese dal 2000. Tra le ragioni più ovvie che fanno pensare a questa tornata elettorale come una presa in giro, ovviamente, c’è il fatto che il Paese si trova in uno stato di guerra civile da più di tre anni: i disordini sono cominciati nel marzo del 2011, e la Siria è di fatti nel caos più totale dal 2012.

Inoltre, come fa notare la Bbc, le elezioni si svolgeranno soltanto nelle zone controllate dalle forze governative. Mentre diverse aree del paese sono ancora in mano a le varie fazioni ribelli, come si può vedere da questa cartina messa a punto a maggio dal sito Vox.com

Come se non bastasse, inoltre, circa due milioni e mezzo di siriani sono fuori dal Paese. La guerra infatti ha dato origine a una delle peggiori emergenze-profughi della storia, con un milione di rifugiati soltanto in Libano e un altro milione abbondante tra Turchia e Giordania. Questa mappa elaborata dall’Afp su dati delle Nazioni Unite rende l’idea.

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