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Perché il MoMA si priverà di un Monet?

Il prossimo 3 febbraio il Museum of Modern Art di New York metterà in vendita un dipinto di uno dei nomi più conosciuti della storia dell’arte: da Sotheby’s andrà all’asta Les Peupliers à Giverny, olio su tela di Claude Monet del 1887. L’opera, donata al museo nel 1951 dai collezionisti newyorkesi William ed Evelyn Jaffe, in precedenza era appartenuta all’Art Institute di Chicago.

Si pensa che il Monet raccoglierà una cifra vicina ai 14 milioni di dollari americani. Ma perché la direzione del MoMA ha deciso di vendere proprio questo particolare dipinto? «Questo quadro è un esempio di stile impressionista che precede il punto d’inizio cronologico della collezione dei dipinti del museo», ha fatto sapere l’ente, aggiungendo che il ricavato andrà «a vantaggio del fondo acquisizioni del museo».

Eppure, nota Vulture, nei corridoi del Museum of Modern Art trovano spazio anche opere antecedenti al momento di cui parla il comunicato: tra gli altri, Seurat, Degas, Rodin e il famoso Le grandi bagnanti di Cezanne, uno dei pezzi forti della collezione permanente. Senza contare che, vista la sproporzione dell’attuale mercato artistico verso l’arte contemporanea, 14 milioni di dollari potrebbero non bastare a comprare un’opera di Gerhard Richter, Jeff Koons o Christopher Wool. Varrà la pena di vendere il Monet?

 

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