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Obama secondo Blair – l’intervista al NYT

Per chi se la fosse persa durante il fine settimana, segnaliamo che il New York Times Magazine ha pubblicato un’interessante intervista all’ex primo ministro britannico Tony Blair. Gran parte dell’intervista verteva sulla Libia, nonostante Blair si trovasse a New York, lo scorso 6 ottobre, in qualità di inviato speciale del Quartetto per i negoziati israelo-palestinesi.

L’intervistatore ha tentato di fargli le pulci sui rapporti amichevoli intrattenuti con Gheddafi e famiglia – pare infatti che Blair avesse fatto i complimenti a Gheddafi Jr per la sua tesi di dottorato London School of Economics ispirata a Hume e Rawls, di cui vi avevamo già parlato qui. Blair non si scompone e risponde:

[Gheddafi] aveva smesso di finanziare il terrorismo, ha rinunciato alle armi atomiche e chimiche. Quando qualcuno cambia e si comporta in modo accettabile, bisogna intrattenere delle relazioni appropriate. Sono stati gli americani a convincere Gheddafi ad abbandonare il terrorismo.

Qualcuno ricorderà che, nel 2006, fu Condoleezza Rice ad annunciare che la Libia di Gheddafi non era più un Paese ostile.

Oltre a difendere la sua politica estera, Blair difende anche la politica economica di Barack Obama:

Trovo ingiustificate le critiche di chi lo attacca da sinistra, tutta questa idea del “che ideali rappresenta?” È abbastanza chiaro che ideali rappresenta: sta cercando di tirare l’America fuori da una situazione economica difficilissima, che per altro colpisce tutte le nazioni industrializzate.

Questi sono soli pochi estratti, l’intervista merita. Il testo così come pubblicato dal Nyt lo trovate qui, mentre il giornalista Andrew Goldman ha postato i virgolettati tagliati qui.

 

 

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