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La prima città galleggiante sarà presto realtà?

Il Seasteading Institute è un’organizzazione molto particolare, che si definisce «un think-tank no-profit che lavora per creare un meccanismo di libertà che elegga nuove società sulla frontiera blu». La «frontiera blu» sarebbe il mare, dato che l’ente – finanziato, tra gli altri, da Peter Thiel, istrionico fondatore di PayPal – propone di costruire città galleggianti che, in ossequio al pensiero libertario che domina la Silicon Valley, si regolino in maniera indipendente.

Nell’ultimo periodo il Seasteading ha collaborato con una casa di design olandese, Deltasync, per avere uno studio di praticabilità della sua missione. Ne è uscito un progetto di moduli abitativi galleggianti di 50 metri x 50, costruiti in cemento armato, che potrebbero ospitare un totale di 300 residenti liberi di muoversi da un insediamento all’altro in base alla forma di governo prediletta. Per costruire una città galleggiante, un procedimento che il Seasteading ha annunciato di voler replicare ben otto volte prima del 2020, serviranno 167 milioni di dollari.

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