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Il ritorno del Codex Seraphinianus

Ogni tanto un libro italiano, anche se non un romanzo letterario di facile lettura, sfonda i confini dell’editoria nazionale e diventa un caso in tutto il mondo. Nelle ultime settimane il fenomeno è accaduto al Codex Seraphinianus, un volume illustrato a opera di Luigi Serafini, artista e architetto italiano nato nel 1949. Il Codex fu stampato per la prima volta nel 1981 dall’editore Franco Maria Ricci.

Ultimamente la fama del libro è arrivata fino alle pagine del New York Magazine, e molte copie sono state vendute a prezzi molto alti su eBay. La popolarità del Codex è dovuta principalmente alla sua natura visionaria e poco intelligibile: Serafini ha riempito le pagine con illustrazioni disegnate e colorate a mano, e con un testo scritto in una lingua sconosciuta e inesistente. Anche le immagini (più di mille) significano poco: sono scene fantastiche, oggetti o animali irreali riprodotti in modo simile a quello delle tavole tassonomiche o mediche.

Il Codex, in realtà, godette di una discreta fama già molti anni addietro. Italo Calvino fu uno dei più grandi sponsor dell’opera, e ne scrisse anche una prefazione, paragonando Luigi Serafini a Ovidio e definendo il libro «l’enciclopedia di un Visionario». Anche Roland Barthes si schierò nelle file degli entusiasti del Codex, e la compagnia si allargò a Tim Burton, Giorgio Manganelli, e al coreografo Philippe Decouflé che ne trasse ispirazione per la cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Albertville (qui i video di tutta la cerimonia).

Ne furono edite in tutto sei edizioni, e innumerevoli trattati critici o articoli ne hanno trattato la visionarietà o la singolarità di linguaggio. Da chi continua ancora oggi a tentare di decodificare la strana scrittura di Seragini a chi ha affermato che sia un tentativo di comunicazione con una razza aliena, nonostante Serafini stesso abbia spiegato che non c’è nessun significato dietro gli strani ideogrammi con cui ha corredato le pagine della sua opera. Per facilitare le cose Serafini ha anche allegato alla sesta edizione (Rizzoli, 2006) del Codex un libretto chiamato Decodex, per decodificare il libro. Anche The Believer, il magazine letterario fondato da Dave Eggers, ha dedicato spazio al Codex Seraphinianus: un lungo articolo del 2007 a firma di Justin Taylor.

Su Internet si possono trovare moltissime immagini di pagine del Codex Seraphinianus,  ma la notizia migliore la dà lo stesso New York Magazine: Rizzoli stamperà una nuova edizione dell’opera, anche se il prezzo non sembra dei più abbordabili: 125 dollari.

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