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Il candidato libertario ha speso 30 mila dollari in meme

La campagna per Gary Johnson, il candidato libertario alla presidenza degli Stati Uniti, ha speso 30 mila dollari in meme. Così almeno sostiene AltPac, uno dei “Super PAC” (cioè un comitato di raccolta fondi su vasta scala) a suo sostegno, che ha finora raccolto mezzo milione di dollari e ha recentemente reso noto come sono stati utilizzati. Come si può constatare a questo indirizzo, esattamente 30 mila sono stati pagati a una società chiamata Treehorn, LLC, alla voce di spesa: “internet web memes”.

Ex governatore del New Mexico, stando ai sondaggi Johnson è il terzo candidato più popolare. Oltre alla democratica Hillary Clinton e al repubblicano Donald Trump, corrono alla Casa Bianca anche una serie di personaggi minori. Tra questi gli unici due che hanno una qualche rilevanza statistica – cioè non una reale possibilità di vincere, ma piuttosto di influenzare voti, sottraendo punti percentuali importanti a Hillary o Trump – sono la candidata dei verdi Jill Stein e, per l’appunto, il libertario. Johnson avrebbe circa il 10 per cento dei voti su base federale, Stein cinque, riporta l’Huffington Post, che ha fatto la media tra una serie di rilevazioni.

Dato interessante, non è che l’Internet sia tanto pieno di meme sul candidato libertario, ha notato il sito Vocativ. Probabilmente, ipotizza la testata, per “internet web memes” il Super PAC intendeva la creazione di materiale promozionale da diffondere su Internet e con un linguaggio “giovane”, o aspirante tale. Come questo video:

Per chi non avesse colto il sottile riferimento alla cultura pop, Johnson è presentato come la fragola in mezzo alla vaniglia e al cioccolato di una classica vaschetta di gelato (i marchi più diffusi negli Usa tendono a vendere questi tre gusti e circolano molte battute sul fatto che la gente in realtà mangi solo vaniglia e cioccolato, dimenticando ingiustamente la fragola).

Ovviamente, non fa ridere. E, soprattutto, non è un meme. Questo è un meme.

GaryJohnson durante un’intervista con l’Afp (Nicholas Kamm/Afp/Getty Images), dei sostenitori all’università dello Utah (George Frey/Getty Images)
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