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Come il Washington Post ha ottenuto la registrazione di Trump

La notizia politica di questi giorni, in America, è la pubblicazione di una registrazione di Donald Trump in cui il candidato repubblicano si vanta di avere molestato una donna. Il materiale, che risale al 2005, è stato diffuso sabato dal Washington Post e ha immediatamente provocato dure reazioni, anche dagli alleati politici del tycoon: Mike Pence, scelto da Trump come candidato alla vicepresidenza, ha cancellato una sua apparizione a un evento della campagna elettorale dicendosi «molto offeso» da ciò che ha ascoltato.

C’è chi ipotizza che la diffusione di quella registrazione possa avere segnato la caduta di Trump, anche se probabilmente è troppo presto per dirlo. Certamente è un brutto colpo per il candidato repubblicano, e si tratta di una vicenda che sta dominando il dibattito sui media e che arriva proprio a ridosso del secondo dibattito con Hillary Clinton. Un aspetto meno noto della questione è però: come ha fatto il Washington Post ad ottenere il materiale? In realtà la fonte che l’ha diffuso aveva originariamente contattato l’emittente televisiva Nbc, che però non l’ha pubblicato per paura di ritorsioni legali: il network non aveva detto no, ma stava temporeggiando da svariati giorni perché stava aspettando il parere dei suoi avvocati. A quel punto, la fonte, frustrata dall’indecisione del canale, si è rivolto al quotidiano, che dal canto suo ha impiegato soltanto 5 ore per decidere. Lo rivela ha rivelato lo stesso giornale, con un articolo che, la mattina di domenica, risultava quello più letto del suo sito web.

Trump a un comizio del 14 settembre (Tom Pennington/Getty Images)
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