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Terrorismo in Belgio: una cronologia

Martedì 22 marzo una serie di esplosioni all’aeroporto e nella metropolitana hanno scosso la città di Bruxelles. Il Belgio, che detiene il record del maggior numero di combattenti per l’Isis in rapporto alla popolazione, negli ultimi anni ha avuto molti problemi col terrorismo. Ecco una breve cronologia, ripresa da Le Monde.

18 marzo 2016: arresto di Salah Abdeslam
Salah Abdeslam, coinvolto negli attentati di Parigi dello scorso novembre, viene arrestato a Bruxelles dopo una sparatoria. Abdeslam si nascondeva da mesi, ha chiesto tramite il suo avvocato di rifiutare la domanda di estradizione verso la Francia.

21-26 novembre 2015: l’allarme dopo Parigi
La città di Bruxelles è messa in massimo stato d’allerta. Le autorità temevano attentati sul suolo della capitale europea dopo gli attacchi di Parigi e Saint-Denis, e non del tutto a torto visto che gli attentatori avevano legami col Belgio.

15 gennaio 2015: la cellula di Verviers
È smantellata una cellula terroristica a Verviers, città francofona nella provincia di Liegi.

24 maggio 2014: massacro al museo ebraico
Medhi Nemmouche, un cittadino francese che aveva combattuto con l’Isis in Siria e poi rientrato, apre il fuoco contro il museo ebraico di Bruxelles uccidendo 4 persone.

13 dicembre 2011: strage di Liegi
Nella città di Liegi, in Vallonia, Nordine Amrani, un giovane figlio di immigrati marocchini con precedenti penali non legati al terrorismo, apre il fuoco sulla gente che si trovava in piazza di Saint-Lambert e uccide sei persone. Negli anni Ottanta, ricorda Le Monde, c’erano stati altri attentati. Incluso un attacco contro una sinagoga del 1981 dove furono uccise tre persone.

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