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4 scene di grandi film riprese dalle telecamere di sorveglianza

Frutto della nostra ossessione per la sicurezza, le videocamere a circuito chiuso sono diventate il simbolo di un’autorità senza volto che ci sorveglia e controlla, minando la nostra privacy. Nel corso degli anni l’idea di un occhio che ci spia ha ispirato una quantità di film e di libri, da 1984 a The Truman Show. Ma il potere simbolico del sistema CCTV non è sfuggito ad artisti e creativi, che ormai da tempo ne sfruttano le caratteristiche per realizzare opere di forte impatto estetico e concettuale. L’artista americana Addie Wagenknecht, ad esempio, ha trasformato le videocamere in lampadari barocchi, le ha ricoperte d’oro, argento e diamanti e le ha utilizzare per filmare l’assenza: While you were away è un livestream di video di sorveglianza prodotto da un software programmato per mostrare unicamente i momenti in cui non c’è nessuno. Così Artribune ha parlato dell’opera: «I video sono prelevati da siti che offrono servizi online con uno scarso livello di sicurezza: l’artista è riuscita ad avere accesso a questo materiale semplicemente utilizzando gli username e password standard forniti inizialmente del gestore del servizio. Una banale operazione che mette improvvisamente in crisi l’idea di sicurezza e di privacy normalmente associata all’utilizzo di strumenti come le videocamere di sorveglianza».

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Ma un ulteriore e più recente esempio di come le telecamere possano essere sfruttate per scopi artistici è il progetto che Topic ha commissionato alla regista Rachel Fleit, incaricata di reinterpretare alcune delle scene memorabili del cinema del 20esimo secolo servendosi della tecnologia del 21esimo. In Surveillance Cinema, Fleit ha sfruttato il potenziale delle videocamere a circuito chiuso, trasformando location familiari della cultura pop come il corridoio di Shining o il bar di Harry ti presento Sally in microfilm della durata di un minuto in grado di provocare un forte effetto di straniamento. La regista ha ri-girato le scene riproducendole attraverso elementi super riconoscibili (il bambino con il triciclo, la tuta indossata da Stallone mentre si allena in Rocky) e le ha filmate da diversi punti di vista, come se fossero state riprese dallo sguardo asettico e oggettivo di una serie di telecamere di sorveglianza.

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