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Come 70 anni fa a Roswell è nato il mito degli Ufo

Settant’anni fa a Roswell, nel New Mexico, sono nati i dischi volanti e da allora questo è rimasto il simbolo degli Ufo e della possibilità che gli extraterrestri abbiano visitato la Terra. La storia dell’affermazione degli Ufo nell’immaginario popolare internazionale è raccontata da un bell’articolo dello Smithsonian Magazine: tutto inizia il 14 giugno del 1947, quando il proprietario di un ranch, W.W. “Mac” Brazel e suo figlio Vernon guidando a 80 miglia da Roswell si imbattono in ciò che poi definiranno «una vasta area di rottami brillanti fatti di nastri di gomma, carta argentata, carta molto resistente e barre». All’inizio di luglio, Brazel si convinse che la cosa giusta da fare era raccogliere quanti più detriti possibile e portarli dallo sceriffo George Wilcox. Wilcox, da parte sua, passò la palla al colonnello Blanchard, comandante di un gruppo del Roswell Army Airfield, il quale a sua volta seguì la gerarchia e riferì tutto al generale Roger W. Ramey, comandante dell’ottava Air Force di Fort Worth, in Texas.

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Blanchard, tuttavia, decise anche di mandare sul posto un agente del suo distretto, Jesse Marcel, che finì di raccogliere i rottami ma ebbe anche l’idea di rilasciare una dichiarazione alla stampa. Quella dichiarazione diventò il titolo in prima pagina del giornale locale Roswell Daily Record dell’8 luglio 1947: “RAAF Captures Flying Saucer on Ranch in Roswell” (il flying saucer è, colloquialmente, il disco volante). Nei giorni in cui i servizi segreti americani mettevano in atto il progetto Mogul, finalizzato a spiare i sovietici con palloni di materiali stranamente somiglianti a quelli rinvenuti a Roswell, «dire la verità non era considerato una priorità», scrive lo Smithsonian. Naturalmente, era un periodo irripetibile e pieno di paranoia: gli americani trasmettevano in russo per scardinare la sfera d’influenza sovietica, il piano Marshall era in atto, e gli Stati Uniti avevano appena mandato i loro primi razzi carichi di grano e moscerini della frutta nello spazio.

Da quella estate, comunque, iniziò una serie infinita di avvistamenti: il 21 giugno un ufficiale di marina, Harold Dahl, disse di aver visto sei oggetti volanti non identificati sorvolanti lo stretto di Puget, nello Stato di Washington; appena tre giorni dopo, il pilota amatoriale Kenneth Arnold vide un disco volante a Mount Rainer, sempre nello Stato di Washington; entro la fine dell’anno, l’isteria di massa era diventata realtà, con più di 300 presunti dischi volanti avvistati soltanto nel secondo semestre. Eppure già il 9 luglio il Roswell Dispatch aveva pubblicato in prima pagina un debuking della storia di Roswell, con dichiarazioni ufficiali del fu Dipartimento della guerra che provavano oltre ogni ragionevole dubbio che quello trovato nel campo da Brazel era un pallone aerostatico dedicato ai rilevamenti atmosferici.

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