Iscriviti alla newsletter: scopri tutte le storie di Studio!

Attualità Cultura Stili di Vita

Seguici anche su

+60k
+16k
+2k
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Invia una e-mail

Per onorare Carrie Fisher, meglio smettere di postare Leila in bikini?

«Non essere una schiava come lo sono stata io… Continua a combattere contro quel costume da schiava», aveva detto Carrie Fisher a Daisy Ridley, l’attrice che interpreta Rey, il personaggio della saga di Star Wars introdotto nel recente Il Risveglio della Forza. Fisher, che c0m’è noto è scomparsa qualche giorno fa all’età di sessant’anni, è diventata celebre al grande pubblico anche per l’interpretazione della principessa Leila in una scena del Ritorno dello Jedi, il film del 1983, in cui il suo personaggio era vestito di un solo bikini dorato ed era tenuto al guinzaglio dal malvagio Jabba the Hutt. L’attrice, oltre al suo costume, detestava la simbologia di quella sequenza, scrive Quartz.

ja

Tra le altre cose, il sito nota che quella scena di inizio anni Ottanta non era solo legata a immaginari maschilisti, ma anche ingiustificata su un piano narrativo: nella storia, Leila non è mai ridotta a semplice oggetto sessuale, e anzi «genera una delle eroine dei film d’azione meno stereotipate e vincolate dell’intera storia di Hollywood». Nel primo film della saga, Guerre stellari, ad esempio Luke Skywalker si appresta a venire in suo soccorso, in sottofondo parte anche una musica vagamente romantica… ma Leila/Carrie lo liquida con un sardonico «non sei un po’ basso per appartenere alle truppe d’assalto?».

Anche quando si innamora di Han Solo, non si limita – come spesso accade ai ruoli femminili delle rom-com – a fargli da spalla, ma nello stesso Il ritorno dello Jedi si traveste per salvarlo da una fine ingloriosa, dopo aver ingannato Jabba the Hutt. Nella sua ultima apparizione come principessa Leila, nel Risveglio della Forza, Carrie Fisher abbatte un’altra delle barriere dell’industria cinematografica, venendo rappresentato come una donna che sta realisticamente, banalmente invecchiando. Quindi, sostiene Quartz, più che schiacciarla su una parte del suo ruolo – che peraltro lei stessa detestava, come abbiamo visto – sarebbe meglio ricordare che la principessa Leila è stata molte cose, e può continuare a essere un simbolo femminista.

54da1fe3c06675ff4ccfe97c_undici-logo-white.jpg