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Anche i maschi etero si scambiano foto dei loro peni

Le cose stanno esattamente così: c’è un sacco di gente che manda ritratti del proprio pene agli amici. D’altra parte non c’è nulla di nuovo nel calarsi le mutande davanti alle persone con cui si è più in confidenza. A seconda dei momenti e delle occasioni, è un modo di sfogare il proprio esibizionismo, di dimostrare che non ce ne frega nulla se gli altri ci vedono nudi, di fare del cameratismo o di ridere. Alcune delle ragioni, insomma, per cui il video di “What’s My Age Again?” è entrato nell’immaginario degli adolescenti di metà anni Duemila. Non è strano, quindi, che da quando è così facile inviare e ricevere foto, quel che si faceva dal vivo lo si fa su Whatsapp.

In particolare, questo articolo di The Cut si interroga sul perché i maschi etero inviano le foto dei propri peni agli amici etero e gay. Un motivo può essere quello di avere una “recensione” prima di inoltrare la stessa immagine alla propria moglie o ragazza. Soprattutto un amico gay può essere un buon consulente, scrive l’autore dell’articolo, riferendosi alla foto spedita da Andrew a lui e Noah, un terzo amico gay. Chiedendo un po’ in giro, l’autore dice di aver scoperto di gruppi telematici in cui sono postate continuamente foto di peni eretti e semi eretti, a volte decorati con emoticon ridicole come cappelli o infilati in una calza. Un tipo di comunicazione che, a detta degli interessati, serve a cementare la fiducia reciproca, dato che tutto quello che viene inviato nel gruppo resta nel gruppo.

Jane Ward, una sessuologa, definisce «non necessariamente gay» scambiarsi foto di peni tra maschi. «È una forma di auto affermazione», dice a The Cut, come quella delle teenager che postano su Instagram le foto in bikini, e che non sono interessate a tutti quelli che le vedranno. Inoltre può essere un modo di rigettare l’omofobia e l’iper mascolinità che hanno impedito simili pratiche prima d’oggi, in un’epoca, conclude Ward, in cui tendiamo ad abbandonare l’idea per cui si nasce o etero o gay.

 

 

Foto Getty
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