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Le uscite più importanti della nonfiction in inglese fino a fine 2016

The Millions ha pubblicato una preview delle più importanti uscite editoriali di nonfiction fino a fine anno, da cui risultano alcuni libri molto promettenti pubblicati da qui a dicembre, oltre a tre o quattro ritorni importanti da segnare. Oltre all’annunciatissimo The Voyeur’s Motel di Gay Talese (luglio) preceduto da polemiche, sconfessioni e successive ritrattazioni, ci sarà il ritorno di un altro maestro del new journalism, Tom Wolfe, con un saggio, The Kingdom of Speech, in cui sostiene che sia la parola, più che l’evoluzione, la causa per cui l’uomo è stato in grado di costruire società sempre più complesse e tecnologiche.

41wwDzV2M4L._SX329_BO1,204,203,200_Dal 19 luglio è disponibile una biografia a fumetti di Trump scritta e disegnata da Ted Rall, già autore di lavori simili su Snowden e Sanders, mentre altre biografie che si preannunciano molto interessanti sono quella della mitologica editor di Cosmopolitan Helen Gurley Brown, scritta da Gerri Hirshey e intitolata Not Pretty Enough e una sorta di parola definitiva su George W. Bush pronunciata da Jean Edward Smith, biografo americano già autore di conosciutissime biografie di Eisenhower e Roosvelt. Importante novità è anche l’uscita di un memoir di John Le Carré, in cui il maestro del spionaggio letterario, fa i conti con il suo passato di agente e con la sua vita a cavallo tra Russia e Occidente.

51VfRX2-2IL._SX329_BO1,204,203,200_Sul fronte della nonfiction più letteraria sono almeno tre i lavori a cui prestare attenzione.  Scream, il memoir di Tama Janowitz, autrice del celebratissimo, negli anni ’80, Schiavi di New York (Bompiani, ma ormai fuori catalogo) e membro del cosiddetto “Brat Pack”, la gang letteraria composta, insieme a lei, da Bret Easton Ellis e Jay McInerney che fece furore nella New York di quegli anni, che sono poi proprio il punto di partenza di questa storia autobiografica. Uscirà ad agosto la prima raccolta di saggi di Teju Cole Known and Strange Things con riflessioni su Virginia Woolf o William Shakespeare così come su Instagram e il movimento Black Lives Matter. Infine fa nascere molte curiosità anche Future Sex di Emily Witt, brava giornalista di New Yorker, New York, Paris Review, tra gli altri, al suo primo libro che, appunto, ha come oggetto il sesso in molte forme, dalle subculture alla tecnologia.

 

 

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