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La rivoluzione dei bagni pubblici di Pechino

Chi ha a che fare con la Cina sa che i grandi piani di sviluppo propagandati dagli uffici centrali dell’imponente apparato statale sono all’ordine del giorno, o quasi. L’ultimo annunciato per la capitale Pechino, come riportato dall’organo di stampa ufficiale del Pcc all’estero Xinhua, suona comunque insolito: una «rivoluzione dei bagni pubblici» che cambierà radicalmente aspetto, comodità ed “efficacia” delle toilette a disposizione degli abitanti di Beijing.

La Commissione municipale di Pechino prevede di costruire un centinaio di strutture nel corso di quest’anno nei distretti di Tonzhou e Fanshan, abitati da circa 2 milioni di persone; si tratterà di toilette dotate di connessione wi-fi gratuita, prese di ricarica per cellulari e veicoli elettrici, bancomat integrati, sistemi di ventilazione all’avanguardia e seggiolini per bambini negli spazi dedicati alle donne.

People walk into a public toilet in Beij

Non è la prima volta che il Partito comunista cinese comunica di voler sovvertire il sistema dei bagni pubblici della capitale della Terra di Mezzo: in precedenza c’erano già state quattro “rivoluzioni” in questo senso, con obiettivi dichiarati che passavano dall’eliminazione delle latrine a fossa al restauro delle strutture già esistenti. Questa volta, tuttavia, si fa sul serio: sono anche previste blacklist di utenti indisciplinati, per mettere alla gogna chi sgarrerà con le nuove toilette.

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