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Il Ceo di Jack in the Box dice che ha senso sostituire gli impiegati umani con i robot

Lo riporta Business InsiderLeonard Comma, il Ceo della catena di fast food americana Jack in the Box, ha ammesso la possibilità di sostituire cassieri e altri impiegati con postazioni self-service e altri tipi di soluzioni automatizzate. Il motivo è il possibile aumento della paga minima, che nel corso del 2018 dovrebbe cambiare in 18 Stati, compresa la California, il regno di Jack in the Box (il quartier generale della catena è a San Diego, ma i suoi ristoranti sono diffusi in altri Stati della West Coast e in Texas). È molto probabile che la retribuzione minima oraria dei lavoratori californiani arriverà a 15 dollari e, di fronte a questa prospettiva, il Ceo non ha dubbi: «Se il costo del lavoro aumenta, ha senso rimpiazzare i dipendenti con le macchine».

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Jack in the Box non è l’unica catena ad aver deciso di sfruttare le possibilità date dalle postazioni self-service: basta andare in un qualunque Mc Donald’s, anche in Italia, per notare che sempre più clienti utilizzano le casse automatizzate, con grandi touch screen dove è possibile comporre da soli il proprio pasto, pagare, prendere un segnaposto, sedersi, e aspettare che un dipendente consegni il vassoio. Ma il punto è proprio questo: McDonald’s ha assicurato che anche se le postazioni self-service diventeranno sempre più utilizzate, i dipendenti non smetteranno di essere utili e verranno direzionati verso altre mansioni, come ad esempio il servizio ai tavoli. Il contrario di  quanto affermato da Comma, che invece ha ammesso che la possibilità di valutare una vera e propria sostituzione, con come scopo principale quello di risparmiare sugli stipendi.

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