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11:18 giovedì 21 maggio 2026
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.

Ad Amsterdam c’è una crisi immobiliare peggiore che a Milano

06 Maggio 2024

Insieme al lavoro e ai cambiamenti che lo stanno attraversando, quello delle città e del loro costo è il tema sociale più caldo di questi anni. Siamo, in questi ultimi anni, stati testimoni di come la gentrificazione e la crisi abitativa stanno mutando il modo in cui viviamo, o meglio, cerchiamo di vivere i centri urbani. Abbiamo visto la gentrificazione cambiare volto a Barcellona, i prezzi triplicare a Berlino, e negli ultimi due anni anche a Milano.

La città, in Europa, che sembra in questo momento più al centro della crisi abitativa è Amsterdam. Ne parla il Guardian in un articolo intitolato “The Netherlands’ next-level housing crisis”, in cui si parla dell’aumento, diciamo dal 2015 in poi, di un diverso tipo di senzatetto: non i “vecchi” homeless in qualche modo “reietti”, ma persone con un lavoro, un solido gruppo di amicizie, un piano per un futuro. Eppure, nonostante tutto o a causa di un minimo problema, non potevano più permettersi un tetto sulla testa. In media, dice il giornale citando diverse analisi indipendenti, una casa in Olanda costa più di 450 mila euro. Eppure il salario medio, nel Paese, è di 44 mila euro.

Negli ultimi dieci anni, i prezzi degli immobili sono raddoppiati, in media. Talvolta, in alcuni quartieri, si sfiora il +150 per cento. Per quanto riguarda le case di nuova costruzione, naturalmente, la situazione è ancora più grave: un immobile di questo tipo costa 16 volte tanto un salario medio del Paese. Per quanto riguarda il mondo degli affitti la situazione non è affatto migliore: oggi una stanza singola, nella capitale, costa quasi 1000 euro al mese. Un monolocale 1500 euro al mese. Per i trilocali, si parte dai 3000 euro. E il sistema di housing popolare e pubblico non riesce a dare risposte: nelle maggiori città – soprattutto, ancora, Amsterdam – la lista d’attesa può durare anche 18 anni. Il problema è la finanziarizzazione delle proprietà immobiliare: il 25 per cento delle case di tutte le case olandesi è di proprietà di società di investimento.

Un rapporto delle Nazioni Unite del 2022 sulla situazione immobiliare olandese sostiene che le recenti politiche dei diversi governi olandesi sono le responsabili di questa situazione: la mancanza di un meccanismo di regolamentazione del mercato del social housing, l’assenza di un tetto agli affitti nel settore privato, e una «insufficiente attenzione nei confronti delle speculazioni e dei grossi investitori nel mercato immobiliare». Ricorda quello che sta passando una certa grande città italiana? Esatto.

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La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».

In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto

L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.