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È ora di rivalutare Clippy, il fastidioso assistente di Word

«Quasi due decenni fa, l’attuale era di sovraccarico di intelligenze artificiali cominciò con due semplici frasi: “Sembra tu stia scrivendo una lettera. Vuoi aiuto?”». Lo scrive il magazine New York nella sua nuova temporanea sezione The Vindicated, dedicata a storie e personaggi inizialmente derisi o ignorati, ma le cui intuizioni si sono poi rivelate giuste e lungimiranti. Il protagonista del pezzo è la graffetta più famosa della storia: Clippy, l’assistente di Microsoft Word noto per il petulante aiuto che offriva agli utenti di fine anni Novanta.

La storia di Clippy nasce in realtà con Microsoft Bob, un poco conosciuto tentativo della casa di Redmond di ridisegnare il suo Windows intorno al concetto di stanze di una casa virtuale popolata da strani personaggi-aiutanti. Era il 1995, e il nuovo sistema operativo non ebbe successo, rivelandosi fallimentare. Tuttavia, il formato di file Microsoft Actor, quello degli abitanti della casa di Bob, venne riproposto alla fine del 1996 per la nuova suite di Office 97. Citando l’autore dell’articolo, con quel pacchetto software Microsoft decise di «presentare al mondo una minaccia metallica».

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Clippy aveva buone intenzioni: la sua raison d’être era aiutare i nuovi utenti a usare l’interfaccia di scrittura di Office, il famoso Word; com’è noto, chi all’epoca si azzardava a digitare “Caro” lo vedeva apparire nell’angolo della schermata, esordendo con la sua frase di auto-presentazione poi diventata celebre. Il problema che ha segnato il destino della graffetta-aiutante, come ha scritto l’ex impiegato Microsoft Chris Pratley, è che tanto Clippy aiutava i nuovi utenti nella loro prima ora di Word, quanto ostacolava chi sapeva come ottenere ciò che voleva. James Fellows, giornalista dell’Atlantic, ha detto senza mezzi termini che «dopo un miliardo di “Caro …” e altrettante apparizioni di Clippy, volevi metterti a gridare».

Eppure, nonostante l’assistente di Microsoft sia diventato una parodia tale che il suo stesso creatore sia arrivato a prenderlo apertamente in giro (negli spot di Windows Xp, dove Clippy stesso giocava sul suo essere obsoleto, al punto da intuire che “Xp” stesse per “Ex Paperclip”), Clippy ci aveva visto giusto: quindici anni prima dell’avvento di Siri e l’ondata di intelligenze artificiali che l’ha seguito, una graffetta virtuale era programmata per capire cosa voleva l’utente, e svolgere il compito automaticamente. «Lo stesso modo con cui vi rapporterete alle macchine sarà diverso», ammoniva Bill Gates al Ces del 1995. Parlava di Clippy, ma anche di ciò che è venuto dopo.

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