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Una scultura a forma di Happy Meal è stata gettata per sbaglio nella spazzatura

La gag del tizio che scambia un’opera d’arte per un oggetto normale o un oggetto normale per opera d’arte è un luogo comune del modo in cui l’arte contemporanea viene raccontata alle masse. Sarebbe divertente raccogliere e catalogare tutte le volte che questa scena compare sui giornali, nei libri, nei film: c’è la storia di quello che ha appoggiato gli occhiali sul pavimento e tutti li hanno scambiati per un capolavoro (e le sue mille versioni), c’è la visita di Alberto Sordi e Anna Longhi alla Biennale di Venezia del 1978, ma c’è anche l’arte contemporanea quella vera: quando nel 2016 Maurizio Cattelan sostituisce uno dei water del Guggenheim con la sua copia in oro perfettamente funzionante, invita a riflettere (anche) sul tema della sacralità dell’oggetto d’arte.

La storia, riportata su diverse testate – ultimo avvistamento: Nss Magazine – sarebbe assolutamente da includere in questo catalogo immaginario. È successo a Hong Kong, durante la settimana di Art Basel Hong Kong, frequentatissima fiera di arte contemporanea, durante la quale l’artista svizzera Carol May ha proposto il suo Unhappy Meal (2018), la versione depressa del celebre menù di McDonald’s pensato per i bambini.

L’opera, realizzata con la stessa forma di un Happy Meal, ha una bocca triste che si accorda col titolo. C’è da dire che nei McDonald’s una confezione così, tutta rossa, non si vede da tempo. Ma c’è qualcuno, nel personale di pulizia dell’hotel Marco Polo di Hong Kong, che a quanto pare non frequenta abitualmente la catena di fast-food, visto che ha prontamente buttato la scatola nella spazzatura. L’hotel dovrà risarcire l’artista con una somma di 350 franchi.

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