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Gli attentati terroristici “avvantaggiano” Trump e la destra?

Nelle ore seguenti gli attentati di Bruxelles si è parlato molto anche delle reazioni a caldo dei politici di destre più o meno estremiste: è noto che Matteo Salvini si trovava nella capitale belga, e da lì ha pubblicato una raffica di interventi sui social. Ma Donald Trump? Il milionario newyorkese ha affidato il suo primo responso a un tweet dove ricordava nostalgicamente che luogo «meraviglioso e sicuro» fosse Bruxelles un tempo.

Eppure, scrive Slate, il modo in cui “The Donald” ha inquadrato i fatti di Bruxelles – una sorta di conferma della bontà dell’impronta xenofoba della sua campagna elettorale – è avventato, così come sono avventate le lamentele di chi, come Jill Filipovic del Guardian, dice che «gli attacchi terroristici aiutano Trump […] perché dopo gli elettori vedono la sua faccia su ogni canale televisivo». La ragione posta dall’autore del pezzo a supporto del suo ragionamento si può riassumere in: l’ignoranza di Trump in politica estera non può che indebolirlo, anche nelle ore seguenti fatti del genere.

Il più recente rilevamento commissionato dal Washington Post ha trovato che solo il 40% degli americani crede che il magnate di New York saprebbe gestire il problema del terrorismo internazionale, e solo il 37% si fiderebbe di lui per le politiche legate all’immigrazione. In realtà, come dimostrato da Nate Silver su FiveThirtyEight, nemmeno tra l’elettorato repubblicano c’è grande fiducia per le abilità di crisis management di Trump. «La visione d’insieme», conclude Slate, «è comunque semplice da vedere e comprendere. Gli americani non vedono Trump come una personalità in grado di difendere il Paese».

Immagine Alex Wong/Getty Images
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