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Negli ospedali giapponesi si mangia benissimo

Qualche giorno fa un utente ha caricato su Imgur una serie di foto del cibo che le è stato servito nel reparto di un ospedale giapponese, durante il periodo di convalescenza successivo alla nascita di un figlio. Nelle foto vediamo pasti abbondanti e variegati, serviti in vassoi che sembrano la cornice di un quadro dalla composizione impeccabile: c’è tutto quel che serve a far venire l’acquolina in bocca e, in più, l’idea di mangiare senza sentirsi in colpa, perché il cibo ritratto è sicuramente salutare, dietetico e bilanciato.

Le immagini hanno innescato una serie di commenti su quanto faccia schifo il cibo negli ospedali, a meno che non siano giapponesi. Le lamentele arrivano da tutto il mondo. Dall’America («lavoro in un ospedale americano e il cibo che serviamo ai nostri pazienti è il tipo di roba che probabilmente li ha portati qui») al Canada (l’ultima volta che sono stato in ospedale mi hanno servito gelatina, zuppa, pane in busta con qualche fesseria sopra, latte finto) alla Germania («dopo tre giorni avevo fame per aver ricevuto i pasti in formato bambino»). In compenso fioccano le dichiarazioni d’amore nei confronti del Giappone («c’è il cibo migliore che abbia mai mangiato», «sembra migliore del cibo che ti servono i ristoranti di lusso qui intorno»), tra cui quella di questo venerando utente: «Vorrei partorire in Giappone, e sono un uomo di 60 anni».

 

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