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Quali sono gli autori e i racconti più antologizzati d’America?

Emily Temple, una degli editor di LitHub, ha provato a capire quali sono gli autori e i racconti più antologizzati d’America. Per farlo, ha analizzato venti antologie di racconti brevi, tutte pubblicate tra il 1983 e il 2017 e tutte inseribili nella categoria “general interest”, escludendo cioè le raccolte tematiche, quelle di genere e i vari “best of”. «Le antologie sono strane bestie», ha scritto nell’introduzione all’articolo. In particolare «quelle che hanno la pretesa di rappresentare lo stato dei racconti brevi in un dato periodo storico non possono fare altro che mentire, almeno nella misura in cui può mentire un libro di fiction», prosegue poi. Tuttavia, una volta messe le mani avanti sul deficit di rappresentatività delle antologie, è interessante notare come alcuni autori e alcuni racconti in particolare abbiano un’incidenza maggiore rispetto ad altri,

carver raccontiDunque gli autori più rappresentati nelle antologie americane sono, secondo la classifica stilata da Temple: Raymond Carver, con quindici inclusioni su un campione di venti antologie; Joyce Carol Oates e John Updike, che seguono a ruota, e a pari merito, con quattordici inclusioni; Flannery O’Connor (tredici); Richard Ford e Tim O’Brien (dodici); John Cheever e Tobias Wolff (undici); Donald Barthelme (dieci). Veri e propri mostri sacri, come William Faulkner, James Joyce, Ernest Hemingway, James Baldwin, Jamaica Kincaid ed Edgar Allan Poe, possono vantare invece appena nove inclusioni.

I singoli racconti più antologicizzati riflettono soltanto in parte la classifica dei singoli autori. Il singolo racconto maggiormente antologicizzato è “The Things They Carried” di Tim O’Brien, pubblicato in Italia nella raccolta Quanto pesano i fantasmi (Leonardo, 1991, oggi fuori catalogo), che figura in ben dieci antologie delle venti prese in esame. Il secondo invece è “Sonny’s Blues” di James Baldwin (pubblicato in Italia da Feltrinelli con il titolo “Blues per Sonny” nella raccolta Stamattina stasera troppo presto), a pari merito “Girl” di Jamaica Kincaid (originariamente pubblicato sul New Yorker: lo si può leggere online). Al terzo posto c’è “Cathedral” di Carver, pubblicato in italiano con il titolo Cattedrale sia da Einaudi che da minimum fax.

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