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15:15 martedì 13 ottobre 2026
L’Ipcc sta subendo fortissime pressioni da parte dei petro-Stati per non pubblicare un importante ricerca sulla crisi climatica Arabia Saudita, Russia, India e Cina vogliono rinviarne la pubblicazione al 2029. I Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica pretendono che sia pubblicato subito.
Sayf ha fatto un bellissimo documentario sul carcere di Chiavari e lo ha reso disponibile gratuitamente sul suo YouTube Si intitola Il cielo in una stanza, dura 20 minuti ed è stato girato durante una visita lunga 12 ore alla casa di reclusione di Chiavari.
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Per la sua nuova serie fotografica Cindy Sherman ha chiesto a Chanel dei vestiti da “rovinare” e Chanel sorprendentemente le ha detto sì La serie Fabric Matrons, in mostra a Londra da Hauser & Wirth, nasce da una collaborazione con la maison francese che le ha dato carta bianca e metri e metri di stoffa.
Alanis Morisette ha fatto un nuovo album ed è un album di canzoni natalizie Si chiama Good Weather for Immaculate Conception e raccoglie le cover natalizie pubblicate dal 2020 a oggi, più due inediti.
Il MIT di Boston sta pagando un professore per NON tenere un corso sulla storia, l’oppressione e la liberazione della Palestina Michel DeGraff da tre anni viene pagato per non fare il suo lavoro. Da quando ha proposto un corso che raccontava (anche) la storia palestinese.
Il Nepal c’è stata un’altra inondazione, forse causata da un altro crollo di un altro ghiacciaio Domenica 11 ottobre è esondato il fiume Budhi Gandaki, nel distretto di Gorkha, a due mesi dalle alluvioni che ad agosto avevano devastato la regione al confine con il Tibet.
Viviamo nella linea temporale in cui Carlo Calenda consiglia di ascoltare Blonde di Frank Ocean per la Giornata mondiale della salute mentale E in cui questo video diventa virale e viene trasformato in un meme dai profili social di Azione, partito di cui Calenda è leader.

In Svezia dicono che l’inflazione è colpa del concerto di Beyoncé

15 Giugno 2023

Come in tutto il resto del mondo, anche in Svezia il governo sta combattendo contro l’inflazione e la conseguente erosione del potere d’acquisto di imprese e famiglie. Come se il compito non fosse già abbastanza difficile, ora davanti al governo svedese si para anche il più temibile degli avversari: Beyoncé. Stando a quanto riporta il Guardian, nel mese di maggio – nonostante numeri incoraggianti che dicono che la spirale iperinflattiva sta forse fermando la sua ascesa – ci sono alcuni beni e servizi che in Svezia continuano a essere più cari di quanto non fossero un anno fa. Molto più cari. Secondo Michael Grahn, capo economista per la Svezia di Danske Bank, una delle spiegazioni potrebbe essere il concerto di Stoccolma con il quale Beyoncé ha dato il via al suo Renaissance Tour.

In un tweet, Grahn ha spiegato che probabilmente la presenza di Beyoncé ha portato a un aumento di 0.2 o 0.3 punti percentuali del prezzo di alberghi e ristoranti. Sarebbe tutto una più o meno diretta conseguenza del doppio concerto – il 10 e l’11 maggio – di Beyoncé: secondo le stime, il pubblico sia della prima che della seconda data ammontava a 46 mila persone, molte delle quali non sono riuscite a trovare vitto e alloggio a Stoccolma, sia per i prezzi troppo alti, appunto, delle camere d’albergo che della scarsità delle stesse. Molte di queste persone sono arrivate in Svezia dagli Stati Uniti, approfittando del cambio favorevole tra il dollaro e la corona svedese.

In un’intervista al Wall Street Journal, Grahn ha spiegato che l’effetto Beyoncé è stato comunque molto contenuto nella portata e che la situazione dell’inflazione svedese dovrebbe tornare alla normalità alla fine di giugno. Dipende tutto dal calendario dei concerti, insomma. C’è da ricordare che a giugno Bruce Springsteen ha in programma tre date – 24, 26 e 28 – a Göteborg. Forse, per una diminuzione dei prezzi, i cittadini svedesi dovranno aspettare la fine della stagione dei concerti.

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E se tutta questa corsa alla costruzione dei data center si spiegasse con la cara, vecchia speculazione edilizia?

Chi li considera semplici capannoni. Chi li vede come mostri ecologici. Nel mezzo, chi li vede come l'ennesima occasione di far soldi. Tanti e in fretta.