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Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
È stato creato un archivio online che raccoglie e fa ascoltare le radio digitali indipendenti di tutto il mondo Si chiama Community Radio Index, per il momento raccoglie 300 stazioni e ce ne sono anche un bel po' italiane.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.
Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più dei miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.

Come Storytime è diventato il nuovo format di successo su YouTube

07 Marzo 2017

Una ragazza, di solito molto giovane, guarda fissa in camera e racconta un aneddoto per, in media, 15 minuti: si passa da storie molto quotidiane e quasi banali, come “I Smoked Salvia & Hallucinated Terribly”, a eventi terribili quali “My Roommate Committed Suicide“. Un nuovo riconoscibile format di YouTube sta avendo parecchio successo, tanto che il magazine The Outline ha dedicato un pezzo alla descrizione del fenomeno: i video “storytime”, com’è noto il genere, di solito hanno un thumbnail dove la narratrice di turno ha un’espressione sbalordita, e accanto si trova una scritta colorata a caratteri cubitali che riassume o commenta il contenuto dell’aneddoto.

L’autrice del pezzo, Emily Brown, scrive: «L’appeal dello storytime è tutto nella loro intimità. Fanno sentire ai tavoli delle mensa delle scuole medie, quando ascoltavi le succulente storie della tua amica che era andato in campeggio. Guardare questi video riempie un piccolo vuoto nella mia vita, un vuoto che non sapevo esistesse e che di norma era riempito dalle mie amiche più intime». La parlata delle ragazze dei video è effettivamente tranquilla, disinibita e modellata su toni amichevoli, da confidenze fra ragazze. I titoli più di successo spesso non hanno un contenuto particolarmente rilevante: “The Pudding Bitch Mystery”, ad esempio, funziona perché è raccontato con un entusiasmo contagioso dalla sua autrice, la diciannovenne Sarah Baska. Per il resto, è solo il resoconto di come, anni fa, un gruppo di ragazzini ha rovesciato un po’ di budino in un’auto.

I detrattori dello storytime hanno obiettato che i suoi video sono spesso soltanto esche attira-click con titoli inutilmente melodrammatici: “I Was Almost Kidnapped” può essere soltanto un aneddoto in cui un autista di Uber ha scelto un itinerario più lungo del normale. Eppure il genere, come accennato, sta conoscendo un grande successo di pubblico. Forse perché, nota Emily Brown, significa un ritorno alle origini di YouTube, a una semplicità perduta tra grandi budget e post-produzioni importanti. Una volta era solo una persona davanti a una webcam, e i nostalgici di quei tempi hanno trovato nello storytime un piacevole riparo.

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