Hype ↓
13:31 venerdì 16 ottobre 2026
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».

Nascita dello stile neoandino: palazzi sfarzosi per gli indigeni Aymara

Freddy Mamani ha creato uno stile architettonico per la nuova classe media boliviana, contribuendo al cambiamento di El Alto, che è diventata in breve tempo la città più bizzarra delle Ande.

16 Novembre 2016

La vista della città natale ha sempre suscitato una certa cupezza in Freddy Mamani. «Quei toni grigi, quelle costruzioni in mattone e terra, fin da bambino le ho sempre trovate tetre», racconta l’architetto 48enne mentre cammina per le polverose strade di El Alto, Bolivia, «vorrei dare a questa città un volto». Improvvisamente l’orizzonte delineato dalle file regolari di mattoni rossi si spezza per far spazio a una gigantesca vetrata policroma. Attorno alle brillanti superfici azzurre si intersecano forme irregolari che ricordano le sagome di farfalle, rane e serpenti. «I colori e i motivi riprendono quelli dei poncho tradizionali degli indigeni Aymara», spiega Mamani mentre segue con il dito le linee di una facciata che a prima vista sembra non rispettare alcun chiaro ordine architettonico. Gli Aymara rappresentano la maggior etnia indigena della Bolivia, e l’edificio è opera di Mamani, che rivendica di essere l’inventore di questo bizzarro stile architettonico.

freddy-mamani-by-javier-sauras-3

Nata come una periferia di La Paz, capitale de-facto del Paese, El Alto si trova arroccata a 4.000 metri di altezza sulle pendici delle Ande, e per anni è stata solo un insediamento irregolare di poveri migranti indigeni in cerca di fortuna. «La maggior parte di loro arrivava qui senza soldi» spiega Mamani, «e il mattone a vista era il materiale più economico». Poi venne la cosiddetta “Guerra del Gas”, e la città irruppe nel panorama politico nazionale: nel 2003 sindacati e organizzazioni indigene bloccarono le sue strade per protestare contro il governo di Gonzalo Sánchez de Lozada, accusato di svendere il gas boliviano alle multinazionali straniere e ai Paesi vicini. Si stima che 74 persone morirono negli scontri di quei giorni, e da allora questo reticolo di case e palazzi nato senza alcun piano regolatore è diventato la roccaforte elettorale di Evo Morales e la casa di una classe Aymara emergente di commercianti e imprenditori. Il censo del 2011 stimava una popolazione di 974.754 abitanti, ma quasi tutti ormai sostengono che abbia abbondantemente sorpassato il milione.

«In trent’anni La Paz diventerà un nostro sobborgo», dichiara Mamani mentre sale all’ultimo piano di uno dei suoi nuovi edifici in costruzione. «Questa città è un porto di mare, ogni prodotto che viene importato in Bolivia transita da qui: terracotta, tessuti, alluminio e anche minerali». Molti dei suoi clienti vengono dalle zone rurali, ma hanno fatto fortuna con il commercio da quando l’economia è esplosa, con una crescita del Pil che ha toccato punte del sei per cento. Secondo un censimento delle Nazioni Unite, tra il 2006 e il 2012 circa 1,2 milioni di boliviani sono entrati a far parte della classe media.

freddy-mamani-by-javier-sauras-9

Mamani è al suo undicesimo anno di attività, con più di sessanta edifici costruiti nello stile che definisce “neoandino”. Mentre passeggia attraverso le bianche pareti non ancora dipinte, fa un rapido conto dei costi che una simile opera comporta: la sola struttura si aggira attorno ai 300.000 dollari (271,000 euro). Un tipico chalet è normalmente composto da un piano terra come parcheggio coperto, un secondo piano interamente occupato da una scintillante sala da ballo, uno o due piani superiori dove vengono realizzati degli appartamenti, e la replica di una casa tradizionale in mattoni sul tetto. Non c’è però limite ai desideri dei proprietari, almeno finché se li possono permettere, e così le costruzioni più scenografiche sono costate anche attorno a due milioni di dollari (1.800.000 euro). «Credo sia anche questo parte della cultura Aymara», spiega Mamani con un sogghigno compiaciuto, «ci piace mostrare le nostre gemme, i nostri gioielli».

freddy-mamani-by-javier-sauras-11

Con il “Principe Alexander”, Mamani ha superato se stesso: l’edificio ospita due sale da ballo e, all’ultimo piano, un campo da calcetto coperto. Sotto la luce di lampadari alti più di due metri e realizzati con 120 luci a led, un paio di ragazze stanno ripulendo la sala d’onore dai resti della festa che che si è tenuta la sera prima. Tra decorazioni matrimoniali cadute e bottiglie di vino vuote, Alessandro Chino, proprietario dell’immobile, racconta con orgoglio di quello che considera un buon investimento: «Freddy mi ha fatto vedere alcuni dei suoi lavori, ma io volevo qualcosa che fosse unico, solo per me». Il salone principale può contenere fino a 400 persone, e l’affitto per una cerimonia di diploma durante un fine settimana si aggira attorno ai 7.000 bolivianos (890 euro), un terzo circa del reddito medio annuale di un boliviano.

Eppure non tutti sembrano entusiasti di queste schegge di colore che iniziano a sorgere un po’ dappertutto nella città. Chiuso nel mantello rosso tipico dei Mallku, le autorità indigene tradizionali, Juan è appena arrivato a El Alto per un incontro tra le comunità della provincia. Ma la vista di questi edifici bizzarri non lo convince fino in fondo, dato che per lui questo stile non proviene dalla sua cultura originaria. «Sono contento che la regione si faccia notare, ma questo non ha nulla a che vedere con le nostre tradizioni ancestrali», spiega, «per me è stato importato da fuori». E anche l’Accademia finora non è stata particolarmente gentile con Mamani, dato che diversi professori l’hanno accusato di inventarsi un legame inesistente con la cultura Quechua e Aymara soltanto per giustificare la rottura degli schemi architettonici.

freddy-mamani-by-javier-sauras-10

Mamani dichiara di ignorare queste critiche, e crede che oggi El Alto sia una città molto più colorata e piacevole di quella che ha conosciuto da bambino. Dopo aver speso ore in stanze dove ogni singolo centimetro è coperto da tinte brillanti rosse, verdi e blu, è sorprendente notare la sobrietà della sua casa e del suo ufficio: nessuna parete di vetro o colonna dalla forma di rana, solo un cortile di terra battuta con quattro Toyota Pickup parcheggiati a fianco dell’ingresso. «In 20 anni, metà delle nuove case saranno costruite nel mio stile», dichiara rilassandosi su una poltrona in pelle. Dalla librerie alle sue spalle fanno capolino titoli come La mentalità milionaria e Fare i soldi senza soldi, in mezzo a un più canonico dizionario dei materiali da costruzione. Il successo del suo stile l’ha infatti reso un uomo benestante. Potrebbe anche aver ragione: ormai edifici dai colori sempre più arditi spuntano in città più rapidamente di quelli che lui stesso possa progettare, segno di come l’architettura neoandina si stia estendendo ben oltre il suo studio.

freddy-mamani-by-javier-sauras-12

Immagini di Javier Sauras.
Articoli Suggeriti
Il romanzo più venduto in Francia forse è stato scritto con l’AI e certamente non vincerà il Premio Goncourt

Perché è stato escluso dal Premio proprio a causa del sospetto che l'autore, Thélyson Orélien, lo abbia scritto usando l'AI. Si intitola C'était ça ou mourir e viaggia spedito verso le 100 mila copie.

Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh

Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.