Stili di vita | Coronavirus

Come si fa a essere single durante una pandemia

Quando si potrà tornare a incontrarsi? E in che modo torneranno a fare sesso quelli che non hanno un rapporto stabile?

di Valeria Montebello

Una scena di Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci (1996)

Nell’era pre-Covid19 gli step per conoscere una persona erano social, numero, cena, mano, bacio, preliminari, sesso. Oppure solo social, sesso. In base alle inclinazioni personali. Nell’era post-Covid19 si inizia sempre dai social, numero, poi cambia tutto. Whatsapp è il primo passo verso l’intimità, una mano; al posto del bacio c’è un vocale, al posto dei preliminari una chiamata e al posto del sesso una video call. Prima ci si poteva vantare di essere single (faccio quello che voglio vedo chi voglio torno a casa quando voglio bla bla), adesso no. Rimpiangi le litigate, perfino le urla e le recriminazioni passivo aggressive. Chi sta in coppia durante la quarantena ha i suoi problemi (le litigate, le urla, le recriminazioni passivo aggressive) ma almeno ha qualcuno.

Visto che si potrebbe vivere a distanza on/off per i prossimi due anni, pensare di dover restare per forza soli è diverso dallo scegliere di restare soli: quando ti obbligano ad essere single vuoi subito smettere di essere single. La situazione attuale suggerisce che si può fare sesso solo con persone che già si conoscono, di cui ci si fida, forse per questo c’è un ritorno degli ex. Tutti, proprio tutti, hanno ricevuto almeno un messaggio da parte di uno dei propri ex. Può anche averti tradito settanta volte, ti fiderai lo stesso più di lui che di uno conosciuto online di cui hai visto solo pezzi di corpo. L’ex è un congiunto, risponde al format Conte. Il premier non ci dirà mai: “Da oggi potete di nuovo fare sesso”, “party” è la parola più spinta del suo vocabolario – non come gli americani che nei decreti aggiungono termini come “spatula”, “orgy”, “sperm”.

L’ideale per i single sarebbe farlo prima del 18 maggio, prima dell’uscita totale dalle gabbie. Prima dell’avvento delle cene con amici (uguale orgia) e del sesso regionale. Finché si è in semi quarantena si può stare più tranquilli, non sono uscita per due mesi, dovrei essere sana. Appena si ricomincerà ad uscire di più inizieranno le fobie. Pensare d’incontrare qualcuno di nuovo è un elenco di regole e limitazioni. Lava le mani, metti la mascherina, no baci, solo penetrazione (ma se fosse vero che il virus si annida nello sperma!?). Sul sesso non c’è niente di chiaro, adesso si può fare sesso solo sotto al proprio tetto. Conte non lo ha pronunciato ma è quello che risulta da un’attenta lettura incrociata del Dpcm. Se sei a casa con tua madre e tuo padre, costretta ad un ritorno all’adolescenza, al massimo puoi ambire a del sexting selvaggio. Ma farlo mentre tuo padre è sul divano a guardare un documentario sull’Antartide non suona bene. Meglio quando tutti dormono, di notte, di nascosto, per evitare di essere interrotti da tua madre che ti urla se hai messo a posto i vestiti stirati.

“You are your safest partner”, così ha scritto il NYC Health Dept, la masturbazione è l’unica pratica salvifica, se prima ci si lava le mani. Siamo diventati creativi per cercare di non perdere la libido: daddy Conte (la sessualizzazione del premier sarebbe inspiegabile in altre condizioni), cuscini giganti dalle forme strane (cactus, gatti, orsetti), sex toys di ogni genere (ordinati su Glovo più della farina). Ma c’è chi l’ha persa, la libido, e si ricorda di avere degli organi sessuali la mattina, i maschi, o quando si indossano dei jeans troppo stretti, le femmine. Si pensava che non sarebbe mai successo, invece le foto di nudo sono tornate di moda. Avevamo smesso per paura di ritrovare le proprie parti intime su qualche sito porno ma durante il lockdown si può. I nudi inviati durante la quarantena non contano, si autodistruggeranno appena sarà finita. È una condizione estrema, come dire “Di solito non si mangia carne umana ma se il tuo aereo precipita sulle Ande sei autorizzato a farlo”, servono degli extra content per passare le giornate tutte uguali.

Visto che si potrebbe vivere a distanza on/off per i prossimi due anni, pensare di dover restare per forza soli è diverso dallo scegliere di restare soli: quando ti obbligano ad essere single vuoi subito smettere di essere single

Si può essere puritani – la mando o non la mando? Forse domani – o sconci fino all’inverosimile – mando la stessa foto delle mie tette a tutta la rubrica e vediamo cosa succede. Una regola resta inalterata: le foto dei genitali devono essere fatte in un certo modo, c’è un’etichetta, ci sono tutorial su come mettere a posto il setting quando si fanno video call di lavoro, ci deve essere anche per le dick pic. No fazzolettini sporchi nell’inquadratura, no letti sfatti e rimasugli di cibo sui cuscini. Se proprio non resisti, cambia almeno le lenzuola. Ma i genitali sono sempre meno una merce di scambio reale. Sono diventati totem, soprammobili, simboli, promesse di qualcosa che non arriverà presto. Forse non arriverà mai. Per questo l’eccitazione, in questi giorni di distanza sociale, nasce anche e soprattutto da cose che prima ci avrebbero fatto orrore. La foto della piantina che hai fatto crescere è sexy. Vale anche per la foto del termometro a 36 e 1. O per la foto con mascherina con gli occhi che si sforzano di essere il più espressivi possibile. L’essere responsabili e assennati non era mai stato così intrigante. Ora anche un messaggio scritto bene ti può fare arrossire. In questi mesi c’è stato un aumento esponenziale dell’uso di una funzionalità di Instagram che prima era considerata solo per paranoici: le Stories solo per gli “amici stretti”. Se il cerchietto è verde, sicuramente è un culo.

Nelle foto provocanti postate qui e là si può notare, tra una scollatura vertiginosa insieme a una ricrescita altrettanto vertiginosa, la disperazione. Ma non serve a niente. Le foto fatte apposta per essere sexy ti fanno porre domande come “Sembra sano ma sarà davvero sano? Dietro quegli addominali scolpiti magari si nasconde il virus”. Per questo si può anche smettere di curare così tanto il piano editoriale di thirst trap da postare su Instagram. Metto questi shorts fluo per andare a fare una passeggiata vicino casa così tutti i vicini sbaveranno e mi potrò fare una foto per far sbavare anche chi è lontano. Inutile. Tanto nessuno potrà toglierteli gli shorts. Siamo bloccati in una fase di eterni preliminari. Eravamo già in piena recessione sessuale, nella fase del “Cosa fornico a fare? Tanto c’è la nuova stagione di BoJack da vedere”. La pandemia, però, ha incoraggiato l’esplorazione sessuale senza ripercussioni. Non bisogna scegliere né pensare alle conseguenze.

Ok, i single non fanno sesso da mesi, saranno tornati vergini, ma stanno anche esplorando nuovi livelli di perversione: nonostante la scelta sia limitata nella realtà, online la libertà è totale. Le rivoluzioni sessuali nascono sempre da scelte negate, forse inizierà una nuova rivoluzione sessuale: il mondo dei libertini è finito, stiamo tornando ingenui, lenti e inesperti – ne avevamo abbastanza degli esperti del sesso, dei tecnici positivisti, di profili Instagram che t’insegnano l’anatomia della vulva o la composizione nutrizionale dello sperma. In questa condizione tutta nuova non si può essere sicuri di fare la cosa giusta perché ha funzionato altre volte, non si possono seguire le indicazioni del Tom Tom per trovare il punto g. Per fare sesso bene ti devi scordare tutto ed è quello che stiamo facendo. Ci stiamo scordando come si deve fare, stiamo esplorando un altro tipo di sessualità, più tenera. La formula magica del sesso da millenni è questa: attrazione più ostacoli uguale eccitazione. Le persone separate l’una dall’altra fantasticano. Quando non riesci ad incontrare immediatamente la persona che vorresti incontrare, astrai, idealizzi, sogni. È così che iniziano le storie.

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